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  25/08/2019 - 09:55

 

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Oscar 2003: i premi
Sei statuette per Chicago
Polanski si impone come miglior regista

 




                     di Paolo Boschi


The Hours
Bowling a Columbine
Chicago
Il pianista
Parla con lei
8 Mile
Gangs of New York
Il signore degli anelli: le due torri
Era mio padre
Lontano dal paradiso
Il mio grosso grasso matrimonio greco
L'amore infedele
Prova a prendermi
L'uomo senza passato
Spider-Man
Star Wars Episodio II - L'attacco dei cloni
L'era glaciale
Lilo & Stitch
Il pianeta del tesoro
Spirit
Nominations 2001
Oscar 2001
Nominations 2002
Oscar 2002
Nominations 2003
Oscar 2003


Un'edizione in tono minore quella dei 75th Academy Awards: molti gli assenti illustri per la celebrazione annuale del cinema andata in scena secondo copione il 23 marzo a Los Angeles, molti anche i manifestanti contro la guerra fuori dal teatro della notte delle stelle - si sono peraltro verificati scontri con le forze dell'ordine che presidiavano la zona -. Si è trattato di una cerimonia sobriamente officiata dall'attore Steve Martin: la tensione non è mancata neppure all'interno del teatro losangelino, con l'apice raggiunto dal regista americano Michael Moore, premiato con l'Oscar per il miglior documentario per Bowling for Columbine, che ha gridato "Vergogna!". Il grande protagonista della vigilia, il musical Chicago diretto da Rob Marshall, ha materializzato le sue tredici nominations in sei statuette: miglior film, miglior attrice non protagonista (Catherine Zeta-Jones in Douglas), miglior direzione artistica, migliori costumi, miglior montaggio e migliori effetti sonori. Chicago nasce come dramma teatrale nel 1926: grazie a Bob Fosse diventa un musical nel 1975, rientrato con successo in cartellone a Londra e New York sull'onda della traslazione cinematografica di Rob Marshall. Il vero exploit della notte delle stelle spetta però indubbiamente all'ultimo splendido film di Roman Polanski, già in corsa per la statuetta di miglior regista in passato per Chinatown e Tess: a Il pianista, già Palma d'Oro a Cannes 2002 e grande protagonista dei Césars francesi il mese scorso (sette premi complessivi), sono stati tributati gli Oscar per la miglior regia, per il miglior attore protagonista (Adrien Brody, il più giovane vincitore nella storia dell'Academy) e per la miglior sceneggiatura originale - a Ronald Harwood, che ha adattato il romanzo autobiografico del pianista polacco Wladyslaw Szpilman -. Polanski non ha ritirato il premio personalmente non potendo rientrare negli Stati Uniti dal 1977, ricercato dalla magistratura americana per una storia di rapporti con un'adolescente. Nonostante le titubanze della vigilia non è invece mancata alla premiazione Nicole Kidman, che ha ritirato la statuetta quale miglior attrice protagonista per l'interpretazione di Virginia Woolf in The Hours di Stephen Daldry. L'Oscar per il miglior attore non protagonista se l'è aggiudicato Chris Cooper per il suo ruolo ne Il ladro di orchidee, superando i più accreditati Ed Harris, Paul Newman e Christopher Walken. A sorpresa l'Oscar per il miglior film straniero è andato a Nowhere in Africa della regista tedesca Caroline Link, già nominata nel 1996 per l'opera d'esordio Al di là del silenzio. Giurati dell'Academy controcorrente anche sul fronte del film d'animazione: contro le attese Spirited Away del regista nipponico Hayao Miyazaki ha sbaragliato i più logici favoriti L'era glaciale, Lilo & Stitch e Spirit - Cavallo selvaggio. Due statuette a testa per Il signore degli anelli. Le due torri (effetti speciali e montaggio sonoro) e Frida (colonna sonora originale e trucco). Eminem con Lose yourself (dalla soundtrack di 8 Mile di Curtis Hanson) si è aggiudicato l'Oscar per la miglior canzone battendo sul traguardo gli U2, rimasti a secco come tutti i nominati per Gangs of New York (dieci nominations, nessuna statuetta). Era mio padre di Sam Mendes (sette candidature) ha portato a casa l'Oscar per la miglior fotografia. Pedro Almodóvar non ha vinto l’ambita statuetta come miglior regista, ma si è consolato con l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale per Parla con lei. L'Oscar alla carriera quest'anno è stato assegnato all'attore irlandese Peter O'Toole, il celebre interprete di Lawrence d'Arabia. L'unico riferimento all'Italia nella notte delle stelle è arrivato come omaggio postumo ad Alberto Sordi, ricordato tra i grandi scomparsi dell'anno.

Voto 6½ 

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