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Per l'Academy La grande bellezza è il miglior film straniero
Oscar 2012 in salsa retro
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Oscar 2010 al femminile
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  16/07/2019 - 12:01

 

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Oscar 2010 al femminile
Il trionfo di Kathryn Bigelow
The Hurt Locker si aggiudica sei statuette
Delusione per Avatar e Bastardi senza gloria

 




                     di Paolo Boschi


Oscar 2010: i premi
Nomination Oscar 2010
Avatar
The Hurt Locker
Bastardi senza gloria
Up
Tra le nuvole
Coraline e la porta magica
District 9
A serious man
Amabili resti
Sherlock Holmes
Il nastro bianco
Il Divo
An Education
Invictus
A Single Man
Precious


Chi avrebbe mai potuto immaginarlo? Talvolta i giurati dell’Academy Award possono sorprendere premiando un piccolo film come The Hurt Locker e di converso umiliando un kolossal avveniristico dal punto di vista tecnico come Avatar, il film che ha fatto segnare il record d’incassi della storia del cinema. Alla fine la contesa tra gli ex coniugi James Cameron e Kathryn Bigelow ha volto a favore dell’autrice di Point Break e Strange Days, che al Kodak Theatre di Los Angeles, proprio nella notte a cavallo tra 7 e l’8 marzo, è diventata la prima regista ad aggiudicarsi un Oscar, impresa che prima di lei avevano tentato la nostra Lina Wertmüller, Jane Campion e Sofia Coppola. Oltre alla prestigiosa statuetta per la miglior regia The Hurt Locker ha vinto altri cinque Oscar: miglior film (la categoria più prestigiosa in assoluto), miglior sceneggiatura originale (premiato il giornalista Mark Boal, compagno della Bigelow), miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio effetti sonori. Il grande sconfitto della serata è stato Avatar di James Cameron, che a fronte delle nove candidature ha vinto soltanto tre Oscar tecnici per la miglior scenografia, la miglior fotografia (premiato l’italiano Mauro Fiore) ed i migliori effetti visivi. Sul fronte delle miglior interpretazioni non ci sono state grandi sorprese: come miglior attore protagonista è stato premiato per Crazy Heart il favorito Jeff Bridges (alla quinta nomination), come miglior attrice invece si è imposta per The Blind Side Sandra Bullock (di recente peggior attrice dell’anno ai Razzies per All About Steve); secondo copione ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista l’austriaco Christoph Waltz per Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino (che ha vinto la miseria di un solo premio su otto nomination), mentre è stata giudicata miglior attrice non protagonista Mo’nique per Precious, che ha portato a casa anche l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Lo splendido cartoon Up non ce l’ha fatta nella categoria del miglior film, quest’anno aperta a dieci titoli, ma non ha fallito nella ‘sua’ categoria vincendo l’Oscar come miglior film d’animazione e vincendo una seconda statuetta per la miglior colonna sonora – altro pizzico d’Italia nella notte delle stelle, essendone autore il compositore italoamericano Michael Giacchino –. L’Oscar al miglior film straniero è invece andato all’argentino El secreto de sus ojos. E infine l’Oscar per la miglior canzone originale è andato a Ryan Bingham e al grande T-Bone Burnett per The Weary Kind dalla soundtrack di Crazy Heart. La serata, presentata con brio dagli attori Alec Baldwin e Steve Martin, ha vissuto i suoi momenti più intensi con lo storico discorso di ringraziamento della splendida cinquantottenne Kathryn Bigelow e quello più intimo di una commossa Sandra Bullock. Il momento più esilarante è stato senza dubbio appannaggio di Ben Stiller, che si è presentato truccato da Na’vi (coda compresa) per consegnare l’Oscar per il trucco – Avatar tra l’altro non era nemmeno tra i nominati –. Niente male, insomma, almeno per una volta il cinema d’autore ha battuto le megaproduzioni in 3D.

Voto 8 

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