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  18/12/2017 - 04:00

 

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Oscar 2012 in salsa retro
Vince The Artist
A Hugo Cabret cinque statuette tecniche
Tutto secondo copione al Kodak Theatre di L.A.

 




                     di Paolo Boschi


Hugo Cabret
The Artist
Paradiso Amaro
L'arte di vincere
Midnight in Paris
The Help
Rango
Millennium - Uomini che odiano le donne
Kung Fu Panda 2
Il gatto con gli stivali
Le idi di marzo
Harry Potter e i doni della morte: parte II
Rio
Real Steel
Drive
La Talpa


Come sempre, anche nel 2012 è arrivato il momento dell'evento cinematografico più atteso dell'anno, ovvero la cerimonia di consegna dei premi Oscar, che è andata in scena lo scorso 26 febbraio, al solito, sul palco del Kodak Theatre di Los Angeles, presentata da un cerimoniere esperto come Billy Crystal. Si sapeva che quest'anno la notte delle stelle sarebbe stata segnata da uno scontro a due tra Hugo Cabret (undici nomination) e il francese The Artist (dieci nomination) , film che, pur diversissimi, costituiscono due sentiti omaggi al cinema muto. La vittoria complessiva se l'è aggiudicata senza dubbio il secondo, che ha portato a casa complessivamente cinque statuette tra cui tre delle categorie più importanti: miglior film, miglior regia (Michel Hazanavicius), miglior attore protagonista (Jean Dujardin), migliori costumi e miglior colonna sonora. Anche l'ultima fatica del grande Martin Scorsese, il 'tridimensionale' Hugo Cabret, si è aggiudicata cinque Oscar, ma in categorie tecniche quali fotografia, effetti speciali, sonoro, montaggio sonoro e scenografia (agli italiani Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo). Per il resto corre l'obbligo di segnalare il terzo Oscar in carriera di Meryl Streep, premiata come miglior attrice protagonista per la sua interpretatzione di Margareth Thatcher in The Iron Lady (che si è aggiudicato anche la statuetta per il miglior trucco). Come attori non protagonisti sono stati premiati Octavia Spencer per l'emozionante prova offerta in The Help e Christopher Plummer per Beginners, che passerà alla storia come l'attore più anziano (è ottantaduenne) capace di vincere un Oscar. Woody Allen ha vinto l'ennesima statuetta in carriera  grazie al delizioso Midnight in Paris, premiato per la miglior sceneggiatura originale, mentre l'Oscar per la miglior sceneggiatura non originale è andato a Paradiso amaro di Alexander Payne (uno dei tre sceneggiatori). Non ha fallito la missione l'iraniano Una separazione, premiato come miglior film straniero, mentre ha stupito non poco Rango di Gore Verbinski, giudicato a sorpresa miglior film d'animazione nonostante fosse opposto a due blockbuster come Il gatto con gli stivali e Kung fu panda 2. Da segnalare anche l'Oscar alla carriera attribuito all'attore James Earl Jones. Alla fine sono andati in bianco L'Arte di vincere e War Horse di Steven Spielberg nonostante le sei nomination, come pure Albert Nobbs, La Talpa, The tree of life, Transformers 3 e Harry Potter e i doni della morte: parte II che ne avevano ricevute tre. Tra i più scontenti figureranno senz'altro il compositore John Williams, a bocca asciutta nonostante le nomination per due colonne sonore, e George Clooney, candidato come miglior attore protagonista per Paradiso Amaro e come uno dei tre autori della sceneggiatura de Le idi di marzo.

Voto 7½ 

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