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  12/11/2019 - 10:21

 

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Match Point
Regia di Woody Allen
Cast: Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Emily Mortimer, Matthew Goode, Brian Cox, Penelope Wilton; noir/thriller; Gran Bret./U.S.A.; 2005; C.

 




                     di Paolo Boschi


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E se guardassimo la vita come se si trattasse di una partita di tennis? Talvolta potrebbe capitare che la traiettoria della pallina s’infranga sul nastro della rete, e che la pallina per pochi indecifrabili attimi danzi a mezz’aria prima di ricadere a terra. Da che parte del campo la riporti la forza di gravità dipende dal caso, e spesso nei momenti decisivi del gioco e della vita è proprio il caso che stabilisce chi vince e chi perde. Con siffatta lucida riflessione ludico-esistenziale prende avvio Match Point, l’ultima fatica di Woody Allen dietro la macchina da presa: la storia è incentrata su un giovane ex tennista del circuito Atp, l’irlandese Chris Wilton, uno che non ce l’ha fatta a diventare un vincente e, una volta abbandonato lo sport agonistico, ha cercato di riciclarsi come istruttore in circoli esclusivi. Bello e sicuro di sé, il protagonista sta cercando di lasciarsi definitivamente alle spalle le sue umili origini: l’occasione della vita gli arriva, servita su un vassoio d’argento, grazie all’amicizia di un suo allievo facoltoso dei quartieri alti di Londra, ovvero Tom Hewitt, dotato di una sorella nubile, Chloe, che subito inizia a concupire Chris e in breve lo mette in condizione di richiedere la propria mano. Il matrimonio sancisce il nuovo status sociale del protagonista, che si ritrova in un meraviglioso appartamento con vista panoramica sul Tower Bridge e dirigente in ascesa di una delle società di famiglia: un quadretto perfetto, se non fosse per la conturbante ex fidanzata del cognato, l’americana Nola, che casualmente riappare nella sua vita e la cui sensualità – già un tempo fugacemente assaporata da Chris – induce l’ex tennista ad intrecciare una relazione adulterina che certo non lo porterà da nessuna parte. Il rapporto comunque continua ed approda ad una gravidanza indesiderata – ironia della sorte, il protagonista non riesce a mettere incinta la moglie, che desidera la maternità più di ogni altra cosa – che costringerà Chris Wilton ad escogitare un rimedio immorale e cinicamente spietato. Fino a questo punto lo spettatore avrà pensato che Match Point, pur essendo un ottimo noir, di alleniano ha proposto soltanto due rapide battute ed un’agile citazione dostoevskijana (il protagonista all’inizio sfoglia Delitto e castigo): non ci sono dialoghi scoppiettanti, non c’è New York, non c’è musica jazz ma solo algide sinfonie operistiche. Giusto in fondo, al contrario, il regista newyorchese chiude in modo implacabile e con un finale ad effetto un film che potremmo leggere come l’altra faccia di Crimini e misfatti: l’immoralità e la fortuna spesso vanno di pari passo, l’ipocrisia e l’egoismo sono necessità naturali di un mondo nel quale, parafrasando Sofocle, sarebbe meglio non essere mai nati. E comunque, in ogni caso, non sempre la palla che ricade dal lato sbagliato del campo equivale alla sconfitta, talvolta può anche rivelarsi uno straordinario sfoggio di puro fosforo cinematografico…

Match Point, regia di Woody Allen, con Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Emily Mortimer, Matthew Goode, Brian Cox, Penelope Wilton; noir/thriller; Gran Bret./U.S.A.; 2005; C.; dur. 2h e 4'

Voto 8+ 

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