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  12/11/2019 - 10:30

 

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Midnight in Paris
Regia di Woody Allen
Cast: Owen Wilson, Marion Cotillard, Adrien Brody, Rachel McAdams, Kathy Bates, Michael Sheen, Carla Bruni, Alison Pill, Léa Seydoux; commedia; U.S.A.; 2011; C.
Parigi, gli anni Venti, Gertrude Stein e... il sogno

 




                     di Paolo Boschi


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Parigi è sempre Parigi, soprattutto se vi chiamate Woody Allen... D'altra parte l'autore di Match Point ha sempre avuto un debole per la Ville Lumière, a cui aveva promesso da tempo di dedicare un intero film, che è appunto Midnight in Paris, la sua ultima fatica (soltanto) dietro la macchina da presa. Si tratta di una commedia di marca onirica, romantica e fantastica, interpretata da Gil, evidente alter ego alleniano, uno sceneggiatore di Los Angeles in vacanza a Parigi con la fidanzata Inez e i futuri suoceri, due snob altoborghesi che non condividono molto il suo sogno di darsi alla scrittura, esattamente come la figlia, peraltro. Gil infatti sogna di finire il suo libro d'esordio e sfondare nella narrativa: pur non confidando granché nelle proprie qualità, si augura che l'atmosfera di Parigi possa infondergli l'ispirazione necessaria. La capitale francese, si sa, è magica, e regala scatti da cartolina a ripetizione. Tra l'altro Gil non si è mai sentito a proprio agio nel presente e ha sempre sognato di vivere proprio nella Parigi dei ruggenti anni Venti, quando i maggiori artisti dell'epoca ne affollavano le vie e i locali. E una notte questo sogno si avvera, mentre il protagonista girovaga in beata solitudine per le strade parigine per prendere un po’ d’aria e fare due passi: sale su una vecchia auto e viene catapultato senza colpo ferire nella sua epoca preferita, in piena Belle Époque, ritrovandosi a fare la conoscenza di gente del calibro di Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald e signora, Salvador Dalì, Pablo Picasso, Luis Buñuel, Man Ray e Gertrude Stein, che addirittura accetterà di leggere l'abbozzo del suo romanzo per dargli qualche consiglio amichevole. Un Gil sempre più esterrefatto continuerà imperterrito, una notte dopo l'altra, a tornare indietro nel passato per conversare con i suoi numi tutelari, bere con loro, imparare da loro e scoprirli da distanza ravvicinata come non avrebbe mai immaginato nei suoi sogni più folli. E negli anni Venti gli capiterà anche di conoscere la splendida Adriana – già musa, modella e amante di Ricasso, già corteggiata da Hemingway – rischiando seriamente d'innamorarsene e realizzando che forse il suo rapporto con la fidanzata nel presente non è così saldo come immaginava. Per estremo paradosso, a lui in fuga andata e ritorno dalla libertà, proprio la Stein rivelerà che "l’artista non è chi fugge, ma chi, con la sua opera, cerca di dare senso e speranza di fronte all’insensatezza dell’esistenza". Perché forse tutti gli appassionati e quelli inguaribilmente sentimentali non sono mai in sintonia col presente in cui si ritrovano a vivere, chissà... Più o meno è quanto postula Woody Allen in questa pellicola che sembra miscelare felicemente il brio fantastico de La rosa purpurea del Cairo con la vena sentimentalmente naïve di Tutti dicono I love you, che guarda caso almeno in parte era ambientata proprio a Parigi. Nel prestigioso cast allestito, come sempre, a paga sindacale spiccano un tenero e misurato Owen Wilson e una Marion Cotillard affascinante come non mai; in veste di strepitosi caratteristi figurano Adrien Brody e Kathy Bates, ed anche la Première Dame Carla Bruni si è prestata a un paio di simpatiche apparizioni. L'ultimo film del regista di Manhattan è stato l'evento d'apertura del Festival di Cannes edizione 2011 e in patria per una volta ha messo d'accordo critica e pubblico, ottenendo incassi sorprendenti per gli standard alleniani. Assolutamente da vedere.

Midnight in Paris, regia di Woody Allen, con Owen Wilson, Marion Cotillard, Adrien Brody, Rachel McAdams, Kathy Bates, Michael Sheen, Carla Bruni, Alison Pill, Léa Seydoux; commedia; U.S.A.; 2011; C.; dur. 100'

Voto 8 

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