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  24/08/2019 - 20:23

 

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Parigi
Regia di Cédric Klapisch
Cast: Juliette Binoche, Romain Duris, Fabrice Luchini, Albert Dupontel, François Cluzet; drammatico; Francia; 2008; C.

 




                     di Paolo Boschi


L'appartamento spagnolo
Bambole russe
Parigi


Che bello! è il primo commento spontaneo che si affaccia alla mente dello spettatore che si lascerà intrigare dagli intrichi esistenziali al centro di Parigi di Cédric Klapisch. Si potrebbe obiettare che forse la Ville Lumière non è l'unico posto al mondo dove si soffre, si ride, si ama e si vive, ma sicuramente la capitale francese è uno dei posti più belli ed emozionanti dove farlo. In particolare questo è proprio ciò che scopre Pierre, il giovane protagonista dell'ultima fatica dell'autore de L'appartamento spagnolo: ognuno ha una vita speciale da vivere, Pierre si ritrova nella scomoda posizione di osservare gli altri quando si ammala, si ritrova nella scomoda posizione di aspettare un trapianto di cuore e realizza che potrebbe morire da un momento all'altro. Senza sport, tensioni né alcolici, il protagonista inizia ad osservare le vite di chi gli sta intorno, ed a trovare terapeutico questo passatempo. Una sequenza dopo l'altra altre i percorsi esistenziali di altre persone cominciano ad intersecarsi col suo, magari inconsapevolmente: sua sorella, assistente sociale e single disillusa, con i suoi tre figli al seguito, la scorbutica panettiera e la sua giovane dipendente magrebina, uno psichiatra, uno storico specializzato su Parigi e la studentessa di cui s'è infatuato, il di lui fratello architetto con moglie in dolce attesa, una modella, un fruttivendolo e la sua variegata compagnia, e molti altri ancora. Parigi fa da sfondo e da protagonista latente di questi incroci di vite: in una città contemporanea che è paragmaticamente il palcoscenico di tante solitudini che occasionalmente s'incrociano, Pierre scopre il fil rouge che lega tutti, riscoprendo l'essenza di Parigi e di ogni altra città, ovvero il legame sociale soffuso alla nascita di un centro urbano – tante persone che decidono di stare insieme nello stesso posto –. Pare proprio essere l'empatia verso gli altri la cifra sottintesa a Parigi, la spinta verso il prossimo che ci vive intorno, riscoperta da chi sopra la propria testa ha un'insostenibile spada di Damocle: la probabilità (non troppo remota) che per lui potrebbe non esserci domani, la consapevolezza che gli altri non hanno cognizione della propria fortuna quando si lamentano dei mali passeggeri del presente, invece semplicemente di vivere la propria vita ignorando quando finirà. Klapisch ha tratteggiato con Parigi una splendida elegia della vita contemporanea, capace di emozionare una sequenza dopo l'altra con la bellezza, anch'essa a tratti insostenibile, della Parigi città. Una vera perla.

Parigi – Paris, regia di Cédric Klapisch, con Juliette Binoche, Romain Duris, Fabrice Luchini, Albert Dupontel, François Cluzet, Karin Viard, Gilles Lellouche, Mélanie Laurent; drammatico; Francia; 2008; C.; dur. 2h e 7’

Voto 7/8 

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