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  10/12/2019 - 06:24

 

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Scanner - musica
 


Carla Bruni
Comme si de rien n’était
Minimalismo strumentale e vocale senza tempo
[Naive 2008]

 




                     di Paolo Boschi


Rispolveriamo con colpevole ritardo il terzo disco della première dame Carla Bruni, classe 1967, intitolato Comme si de rien n’était, le cui royalties sono state devolute in beneficenza. Dopo la parentesi di rilettura di celebri poesie in lingua inglese di No promises, l’ex top model torna ad incantarci con un album che assortisce complessivamente quattordici tracce, dodici in francese, scritte da lei stessa in collaborazione con il discusso scrittore Michel Houellebecq e con il cantante Julien Clerc, più due covers di You belong to me di Bob Dylan e di un classico della canzone d’autore italiana quale Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini. Il disco però brilla più che altro per la produzione originale di Madame Sarkozy Bruni, che ha nuovamente puntato su una matrice sonora fondamentalmente francese, interpretata in punta di piedi da questa splendida cantante per diletto con il suo inconfondibile stile vocale, essenziale ma di grande presa, all’occasione perfino da brividi. All’uscita il disco fece un gran clamore per l’intrigante blues sentimentale Tu es ma came, dal titolo francamente un po’ scandaloso per l’inquilina dell’Eliseo. Ma Comme si de rien n’était offre anche un buon numero di altri bijou: ad esempio la deliziosa apripista Ma jeunesse, di gioioso sapore beatlesiano, una piccola ed ipnotica magia come La possibilité d'une île, un solare idillio come L’amoureuse, una ballata fuori dal tempo come Le temps perdu, l’insostenibile malinconia di Déranger les pierres, o Je suis une enfant, marcata da un hammond da brividi, o ancora L’antilope, o infine la bella Notre grand amour est mort, una ballata a pronta presa che sembra portare il marchio di fabbrica del repertorio di Carla Bruni. Da provare.

Carla Bruni, Comme si de rien n’était [Naive 2008]

Voto 7 + 

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