Jesus Christ Superstar
Oltre gli stereotipi
Regia di Timothy Sheader, scene di Tom Scutt, coreografie di Drew McOnie, disegno luci di Lee Curran, supervisione musicale di Tom Deering, suono di Nick Lidster. Musica e testi originali di Andrew Lloyd-Webber e Tim Rice
Al Barbican di Londra per 60 spettacoli dal 4 luglio al 24 agosto 2019
|
|
Altro che revival. Il mito e l’intensità di
Jesus Christ Superstar continuano a vibrare alla grande e a regalare intense emozioni sceniche e musicali. Dopo due stagioni di sold-out al Regent's Park Open Air Theatre, la produzione è stata ripresa al Barbican di Londra per 60 spettacoli dal 4 luglio al 24 agosto 2019.
Il capolavoro creato dal fantastico duo formato da Andrew Lloyd Webber (musiche) e Tim Rice (testi) rivive in un nuovo allestimento teatrale che intriga lo spettatore con le sue iconiche canzoni senza tempo, coerenti e moderne invenzioni drammaturgiche e coreutiche.
Lo spirito è ovviamente lo stesso dell’opera rock che debuttò esplosivo a Broadway nel 1971 - per poi approdare l'anno successivo nel West End dove rimase in programmazione per otto anni - ma il musical versione 2019, che ha vinto il premio Olivier per il miglior revival musicale, ha il pregio di superare di slancio i rituali del ricordo, per brillare di luce propria, come una autentica tradizione in movimento. Merito dell’ispirata regia di Timothy Sheader, delle scene di vocazione industriale (con travi rugginose di ferro a vista, grande pedana – crocifisso e due torri animate dal rutilare dei 12 musicisti che suonano dal vivo) di Tom Scutt e il puntuale disegno luci di Lee Curran, che attualizzano la narrazione senza stravolgerla, creando un trampolino ideale per canzoni icona, (supervisione musicale di Tom Deering. Suono di Nick Lidster per Autograph). per le coreografie di Drew McOnie.
L’idea è ripartire dall’energia rock del musical di Rice & Lloyd Webber (non dal celebre film diretto da Norman Jewison nel 1973) e vestirlo di suggestioni contemporanee, di intensità R & B e ritmiche martellanti e chitarre ricche di riverberi. Il risultato è visionario quanto basta da intrigare per 115 minuti la platea con un progetto che lancia un ponte fra gli anni ’70 e i giorni nostri.
Il cast si fa rispettare. E, se il pur interessante Robert Tripolino nel ruolo di Jesus non ha ancora lo spessore performativa di un Jan Gillan (che cantava Gesù nel concept album nel 1970), la presenza scenica e vocale dell’inossidabile Ted Neely, che dopo aver interpretato e dato voce a Gesù nel film continua ad essere ancora oggi protagonista di Jesus Christ Superstar a teatro, nella versione italiana firmata da Massimo Romeo Piparo, brillano di intensità le performance di Ricardo Afonso (Judas), Sallay Garnett (Maria Maddalena), Matt Cardle (Pilato), Cavin Cornwall (Caiaphas), Nathan Amzi (Annas), Samuel Buttery (Erode), Tim Newman (Simone), Matthew Harvey (Pietro). Bene anche il resto del cast , con Daniel Bailey, Bernadette Bangura, Robert Bannon, Cyrus Brandon, Melanie Bright, Georgia Carling, Dale Evans, Rosie Fletcher, Luke Hall, Simon Hardwick, Zac Hawkins, Dayle Hodge, Stevie Hutchinson, Cleopatra Joseph, Rachel Moran, Billy Nevers, Tinovimbanashe Sibanda ed Elliotte Williams-N'Dure. Bene, come dicevamo, anche il regista e lo scenografo, che vanno oltre gli stereotipi creando piccoli – grandi ingegni e facendo interagire i segni e le ambientazioni, gli oggetti, la drammaturgia, la musica dal vivo e le voci in un canto nuovo che continua a sorprendere, a emanare un fascino galvanizzante.
Voto
8
|
|
|