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  10/02/2012 - 10:06

 

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A Serious Man
Regia di Joel e Ethan Coen
Cast: Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed, Sari Lennick, Aaron Wolff, Jessica McManus; commedia; U.S.A.; 2009; C.

 




                     di Paolo Boschi


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L’ultima fatica dei fratelli Coen prende avvio con un prologo yiddish di sapore vagamente horror che ci porta in un innevato villaggio dell’Europa centrale di fine Ottocento proponendoci l’animata discussione di una moglie che obietta al marito d’aver invitato a cena un anziano morto di tifo tre anni prima e probabilmente trasformato in un diabolico dybbuk. Subito dopo attraverso le note di Somebody To Love dei Jefferson Airplane i Coen ci portano senza apparente collegamento di sorta nell’autobiografico scenario di A Serious Man: la storia è infatti ambientata nel 1967 a St. Louis Park, Minnesota, dove vive la sua esistenza ordinaria e tranquilla l’ineffabile Larry Gopnik, professore di fisica di origine ebraica presso l'Università del Midwest. Per Larry non si tratta di un periodo particolarmente felice: sua moglie Judith lo ha abbandonato per un collega untuoso e benvoluto da tutta la comunità ebraica, il fratello disoccupato (e un po’ idiota) Arthur si è accampato nel suo divano a tempo indeterminato ed i suoi due rampolli, Danny e Sarah, hanno iniziato abitualmente ad alleggerire le sue finanze – il primo per comprarsi marijuana, la seconda per finanziarsi un intervento di chirurgia estetica al naso –. In ossequio alla Legge di Murphy ci si mette anche uno studente asiatico che inizia a ricattarlo lasciandogli una bustarella piena di dollari per essere promosso ad un esame che ha svolto in maniera disastrosa. Perfino la provocante vicina di casa costituisce un problema per Larry, in quanto prende sempre il sole in versione nature, finendo per turbare i sogni del già instabile protagonista. A Larry non resta che chiedere consiglio a tre rabbini per risolvere i propri problemi e ritrovare la fede: certo aiuterebbe molto se almeno uno di loro gli dicesse precisamente cosa fare per risolvere i suoi molteplici dilemmi esistenziali, ma tutti si limitano a consigliargli semplicemente di guardare la vita in una prospettiva più ampia e cercare di comportarsi bene. Peraltro è esattamente questo che il nostro insolito eroe continua a fare per tutte le vicissitudini che si alternano nel corso della storia, cercando in modo quasi irritante di fare comunque la cosa giusta, di essere un uomo retto ed onesto, nonostante tutto e nonostante tutti quelli che lo circondano. Il solito gioiello di caustico humour firmato dai fratelli Coen, che con A Serious Man hanno realizzato una delle loro pellicole più personali degli ultimi anni. In effetti dalla prima all’ultima inquadratura tutto sembra spesso assurdo, surreale e talvolta esilarante ma sempre irrimediabilmente impeccabile, compresa la scelta del cast, che stavolta assortisce nomi poco familiari al pubblico internazionale ma con una galleria di facce davvero strepitose. Spesso si sorride nonostante ci si muova in una zona grigia tra grottesco e dramma in cui di solito si ragiona del senso della vita e di grandi temi esistenziali come l’amore, la morte, l’assurdità del caso, la morale. I Coen poi chiudono il discorso lasciandoci in sospeso con un doppio finale interrotto (a livello personale e generale) di rara incisività. Assolutamente da non perdere.

A Serious Man, regia di Joel e Ethan Coen, con Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed, Sari Lennick, Aaron Wolff, Jessica McManus; commedia; U.S.A.; 2009; C.; dur. 1h e 46’

Voto 8 

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