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  29/11/2022 - 08:33

 

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Prima ti sposo, poi ti rovino
Regia di Joel Coen
Cast: George Clooney, Catherine Zeta-Jones, Billy Bob Thornton, Geoffrey Rush; commedia; Usa; 2003; C.
Il divorzio d'interesse, un'intollerabile crudeltà..

 




                     di Paolo Boschi


Il grande Lebowsky
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Per fortuna nel cinema esistono due sorprendenti soggetti del calibro dei fratelli Coen, due autori in grado di creare dal nulla perle d’originalità come Il grande Lebowsky, oppure di rinfrescare con intelligenza generi in cui tutto è stato detto, come il thriller in Fargo, o la sophisticated comedy di marca hollywoodiana, come accade appunto nella recente fatica cinematografica della coppia, ovvero Intolerable cruelty, già apprezzata fuori concorso a Venezia 2003 e pessimamente tradotta con Prima ti sposo, poi ti rovino, un titolo che riecheggia sinistramente una (scontatissima) commedia sentimentale con Richard Gere e Julia Roberts. Niente di più lontano dall’ultimo lavoro dei Coen Bros che, giocando su un soggetto d’attualità come i divorzi d’interesse nell’high society americana, scardina umoristicamente l’istituto matrimoniale, parodizzato ad una schermaglia tra il povero ricco di turno e la femme fatale che intende incastrarlo alla grande per assicurarsi ricchezza ed indipendenza. Protagonista indiscusso di Prima ti sposo, poi ti rovino è il rampante avvocato divorzista Miles Massey, un professionista talmente sulla cresta dell’onda da aver dato il proprio nome ad un accordo prematrimoniale impossibile da scardinare e che tutela la parte più ricca dei futuri coniugi. La sua entrata in scena è un vero must, con una panoramica del suo impeccabile sorriso smagliante a trentadue denti ripreso nel bel mezzo di un costoso procedimento di sbiancatura artificiale, un sorriso che Massey controlla maniacalmente, dato che è uno degli elementi, insieme alla sua parlantina senza vergogna, che gli consente di irretire la giuria di turno assicurando ai propri protetti di mantenere invariate le proprie sostanze o una cospicua buonuscita, oltre ad una ricca parcella per sé. Ma il buon Massey di recente si è accorto che i soldi non assicurano la felicità, così – dopo due fresche macchine nuove, un jet personale e due ristrutturazioni della sua villa – non può evitare di compiere l’errore più grande per un marpione del suo calibro, ovvero farsi irretire dall’algido fascino della regina delle arrampicatrici sociali, l’avvenente Marylin Rexroth, capace di incastrare il ricco e fedigrafo Mr. Foxroth con un videotape, ma costretta a soccombere all’arguta furbizia dell’avvocato, destinato poi a diventare il suo prossimo lasciapassare per l’indipendenza economica. L’ultimo lavoro dei fratelli Coen omaggia apertamente le screwball comedies degli anni Cinquanta (Wilder e Hawks in particolare) a partire dall’avvolgente fotografia in stile Tecnicolor, proponendo un vero diluvio di gags e battute fulminanti a ruota libera, alcune talmente argute che è difficile afferrarle sul momento, come il pistolotto moralista di un Clooney innamorato che lascia la presidenza dell’associazione dei legali divorzisti per darsi al volontariato a East Los Angeles, o una Zeta-Jones che sigla (e straccia) con estrema disinvoltura accordi prematrimoniali per amore dopo aver firmato (nella vita reale) il più oneroso nella storia recente di Hollywood, quello con il marito Michael Douglas. Degna di segnalazione anche la surreale sequenza d’apertura con Geoffrey Rush che torna a casa nei panni di un produttore televisivo australiano sulla propria Jaguar fiammante canticchiando The boxer di Simon & Garfunkel, solo per trovare la propria sposa discinta ed occupata a conversare con un aitante rivenditore di articoli da piscina, per quanto nella villa dei due non vi sia traccia di piscine... una sequenza in perfetto accordo col trionfo kitsch dei successivi titoli di testa, fantasiosi quanto demenziali. Ricca e grottesca anche la galleria degli strampalati protagonisti di Prima ti sposo, poi ti rovino, con l’apice del demoniaco decano dello studio di Massey, una sorta di vecchissimo cyborg del diritto matrimoniale. Invariata la formula vincente della premiata coppia autoriale: scrittura a quattro mani, Joel dirige, Ethan produce, un cast prodigioso anche sul fronte dei caratteristi (con un Clooney degno emulo di Cary Grant, davvero superlativo). Una commedia cinicamente corrosiva e terribilmente divertente.

Prima ti sposo, poi ti rovino - Intolerable Cruelty, regia di Joel Coen, con George Clooney, Catherine Zeta-Jones, Billy Bob Thornton, Geoffrey Rush, Julia Duffy; commedia; Usa; 2003; C.; dur. 1h e 40'

Voto 8 

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