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  28/06/2022 - 14:22

 

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Don't say a word
Regia di Gary Fleder
Cast: Michael Douglas, Famke Janssen, Sean Bean, Brittany Murphy, Jennifer Esposito, Oliver Platt; thriller; Usa; 2001; C.
Un serrato thriller psicologico di Gary Fleder

 




                     di Paolo Boschi


Il collezionista
Don't say a word


Non c’è dubbio alcuno che Don’t say a word sia un thriller complesso ed eterogeneo come se ne sono visti pochi negli ultimi tempi, magari soltanto un prodotto d’intrattenimento, ma allestito con molta classe, gusto per le citazioni ed un’indubbia efficacia registica, con molte sequenze notturne davvero suggestive. Protagonista della storia, classico uomo di tutti i giorni costretto giocoforza a diventare eroe, è un interprete del livello di Michael Douglas, che in carriera ha mostrato di trovarsi a suo agio con simile tipologia di personaggi (The game l’ultimo esempio). A parte la suspense ed il ritmo, ingredienti indispensabili di ogni thriller che si rispetti, in Don’t say a word l’elemento che spicca di più è il senso di profonda coesione tra le varie sottotrame, frutto dell’ottimo lavoro svolto in cabina di sceneggiatura da Anthony Peckam e Patrick Smith Kelly sulla fonte letteraria del film, ovvero l’omonimo romanzo di Andrew Klavan. La storia prende avvio con un prologo che presenta l’audace (ed adrenalitica) rapina di un gruppo di ladri professionisti: il furto va a segno, ma il bottino (una pietra preziosa d’immenso valore) viene involato con un trucco da due compari che in breve si danno alla macchia. Dieci anni dopo l’affermato psicologo newyorchese Nathan Conrad sta recandosi a casa per passare il giorno del Ringraziamento con la famiglia, per strada si ferma alla clinica di un collega che ha chiesto il suo giudizio sul difficile caso di Elisabeth, una ragazza quasi catatonica per un trauma subito nell’infanzia. Liquidato in modo ermetico dalla giovane paziente, l’indomani il Dott. Conrad si vedrà costretto a sondare la sua mente alla ricerca di un numero a sei cifre: è il prezzo del riscatto richiesto da coloro che gli hanno rapito la figlia di otto anni e che gli hanno messo la casa sotto controllo. Di qui in poi la storia procederà alternandosi su diversi binari: la stanza dell’appartamento in cui la moglie di Conrad è immobilizzata con una gamba rotta (stile La finestra sul cortile), Conrad impegnato a scandagliare la psiche di Elisabeth con poche ore a disposizione, una bella poliziotta che sta risalendo lungo la scia di vittime  dei criminali in cerca del tesoro nascosto. Inutile dire che tutti i fili si riuniranno nel teso finale, d’ambientazione notturna e sepolcrale. Don’t say a word è un thriller davvero efficace, ottimamente congegnato ed interpretato da un cast in forma, caratteristi compresi.

Don't say a word, regia di Gary Fleder, con Michael Douglas, Famke Janssen, Sean Bean, Brittany Murphy, Jennifer Esposito, Oliver Platt; thriller; Usa; 2001; C.; dur. 1h e 54'

Voto 7½ 

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