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  27/02/2020 - 21:05

 

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Star Wars: Episode II
Regia di George Lucas
Cast: Ewan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Ian McDiarmid, Pernilla August, Samuel L. Jackson, Frank Oz; fantascienza; Usa; 2002; C.
Scanner Special Star Wars

 




                     di Paolo Boschi


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D’accordo, per un cinefilo di spiccata indole fantascientifica è quasi un atto dovuto prendere visione dell’ennesimo atto di Star Wars, saga ormai giunta al quinto episodio o al secondo prequel che dir si voglia: un tributo d’affetto, per certi versi, ai protagonisti di un’epopea cinematografica che dal 1977 ha cambiato il volto del cinema d’intrattenimento, senza mai smettere di sedurre nuove vittime. Il primo episodio, La minaccia fantasma, aveva riacceso la fantasia degli innumerevoli fans di George Lucas, rivelandosi però una parziale delusione per la mancanza di una reale tensione narrativa – rischio peraltro connaturato al progetto, trattandosi di un prequel -. Anche ne L’attacco dei cloni tutto prende avvio nel modo più classico: la scritta trapezoidale diretta verso lo spazio infinito, ad offrirci ancora una volta le coordinate della storia infinita, riportandoci indietro nel tempo in quella galassia lontana, lontana, con le vigorose musiche di John Williams in sottofondo. E poi il plot che parte subito in medias res, mostrandoci il degenerare della Repubblica, l’insorgere di moti separatisti, il dilagare di attentati terroristici, in particolare quello diretto a colpire la persona di Padme Amidala, ex regina di Naboo ed ora senatrice. Il corpo dei Jedi affiderà la protezione della giovane ex sovrana alle cure di Obi-Wan Kenobi e di Anakin Skywalker, che negli ultimi dieci anni ha studiato da Padawan sotto la guida del suo giovane maestro. Capita però che le strade di Obi-Wan ed Anakin debbano divergere: il giovane maestro Jedi indagherà sul complotto ordito ai danni di Amidala, mentre l’apprendista come suo primo incarico ufficiale accompagnerà Amidala su Naboo. Chiaramente le due linee narrative dell’Episodio II sono destinate a ricongiungersi: Obi-Wan approda ad un pianeta sperduto in cui gli avidi autoctoni stanno clonando un esercito su commissione di un misterioso maestro Jedi, esercito ancora in embrione e realizzato sulla matrice genetica di un pericoloso mercenario, Jango Fett – padre del Boba Fett che catturò Han Solo per il viscido Jabba The Hutt, per la cronaca –; intanto Anakin, in palese contrasto con la disciplina Jedi, s’innamora di Padme e cerca di sedurla – e sarà ovviamente ricambiato, perché già sappiamo che avrà degli eredi, suoi avversari nella storica trilogia –. Tra inseguimenti e pirotecniche battaglie spaziali, serrati combattimenti corpo a corpo ed intrighi a valanga, ed ovviamente duelli all’ultimo sangue con le mitiche spade laser i due protagonisti e la senatrice Padme si ritroveranno (addirittura in un’arena) per il confronto finale con il cattivo della situazione, il conte Dooku, naturalmente un Jedi sedotto dal lato oscuro della Forza, il braccio armato del Sith nascosto nell’ombra (i malvagi sono sempre in coppia...) ma di cui cominciamo ad intravedere i tratti melliflui di un politicante. Corsi e ricorsi storici in serie sono all’opera nelle sequenze del duello conclusivo: a parte le conseguenze dello scontro tra Anakin e Dooku, in perfetto chiasmo con quello de L’impero colpisce ancora, osserviamo infatti che Dooku, apprendista del mistico Yoda, fu il mentore di Qui-Gon, a sua volta maestro di Obi-Wan, istruttore di Anakin. Ne L’attacco dei cloni si fa ancora più pressante la sensazione di dejà vu, l’arte dell’allusione, il richiamo citazionistico, anche perché ritroviamo i protagonisti del primo atto dopo un decennio e cominciamo subito a capire, per grosse linee, che qui osserveremo i preoccupanti segnali che impalpabilmente (ma neanche troppo) spingeranno il giovane e focoso Anakin Skywalker verso il lato oscuro della forza, soggetto principale del terzo episodio, in arrivo sugli schermi di tutto il mondo nel 2005 e (almeno in teoria) atto definitivo della saga di Star Wars. L’Episodio II conferma l’attitudine sperimentale (talvolta sull’esile linea di demarcazione dal cartoon) che da sempre contraddistingue George Lucas, primo vero pioniere del digitale, spesso fine a se stesso ma indiscutibilmente l’ultima frontiera del cinema del futuro. Inutile aspettarsi incredibili sorprese da una saga il cui successo è riposto, da ormai venticinque anni, nel riproporre la stessa micidiale miscela d’intrattenimento, in un’indefinita terra di mezzo tra il fumetto fantascientifico alla Flash Gordon, l’improbabile sincretismo universale della Forza e la complessità ambientale del genere fantasy: un cocktail filmico di comprovata efficacia che ha cambiato per sempre, ai posteri decidere se in bene o in male, la concezione contemporanea del cinema. Sperando prima o poi di vedere Lucas alle prese con un soggetto diverso, prima o poi...

Star Wars: Episodio II - L'Attacco dei Cloni - Star Wars: Episode II - Attack of the Clones, regia di George Lucas, con Ewan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Ian McDiarmid, Pernilla August, Samuel L. Jackson, Frank Oz; fantascienza; Usa; 2002; C.; dur. 2h e 15'

Voto 7+ 

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