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  25/08/2019 - 04:54

 

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Spider-Man
Regia di Sam Raimi
Cast: Tobey Maguire, Willem Dafoe, Kirsten Dunst, James Franco, Cliff Robertson, J.K. Simmons; fantastico/azione; Usa; 2002; C.
Una stupefacente macchina d'intrattenimento

 




                     di Paolo Boschi


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Difficile prescindere dal film che finora ha registrato i maggiori incassi della storia del cinema, ancora più difficile se si tratta della traslazione dal fumetto al grande schermo di uno degli eroi di carta maggiormente amati a livello planetario, ovvero Spider-Man. Diciamo subito che Sam Raimi è riuscito a catturare l’essenza del supereroe rosso-blu grazie ad una puntuale rilettura delle origini del personaggio e ad un sostanziale aiuto dell’animazione digitale, certo indispensabile per rendere efficacemente le sequenze più spettacolari, ma non invasiva ai fini del racconto filmico. La storia alla base di Spider-Man è incentrata sulla trasformazione, per un incidente assolutamente casuale, di un normale teen ager newyorchese nello stupefacente tessiragnatele ma prima, sequenza dopo sequenza, Raimi si premura di farci conoscere il giovane protagonista da vicino: Peter Parker è orfano, vive nel Queens con gli anziani zii Ben e May, è un secchione, appassionato di fotografia, timidissimo, innamorato dalla prima elementare della sua vicina di casa, la favolosa Mary Jane Watson, tipica ragazza della porta accanto nonché studentessa più corteggiata del college del protagonista. L’incidente che cambia la vita di Parker si verifica durante una visita ad un sofisticato centro scientifico di ricerca: Peter viene punto accidentalmente da un ragno geneticamente modificato che, nel breve volgere di una notte, trasforma il corpo del ragazzo dotandolo di sorprendenti poteri. L’indomani Peter si risveglia, si reca a scuola come sempre e, gradualmente, impara a conoscere tutte le sue nuove stupefacenti capacità: una forza incredibile, velocità ed agilità sovrumana, un sesto senso che lo avverte in anticipo dei pericoli, la capacità di aderire ai muri e di produrre dai polsi una sorta di ragnatela. Le sequenze migliori di Spider-Man sono proprio quelle della prima parte, in cui Peter è il primo a sorprendersi dei propri poteri e si comporta come qualunque adolescente sfigato farebbe al suo posto: prendendosi una sana rivincita col bullo della scuola, cercando di guadagnarci qualche dollaro e, fondamentalmente, divertendosi da morire. A portare Peter verso la dimensione supereroistica è una tragedia personale: un ladro lasciato scappare per ripicca ucciderà il suo amato zio Ben, insegnandogli per sempre che da grandi poteri derivano grandi responsabilità, spingendolo a cucirsi un ‘vero’ costume da Spider-Man ed a diventare un vigilante mascherato. Nel frattempo Norman Osborn, ricercatore e proprietario della Oscorp, per non perdere le sovvenzioni governative testa su se stesso un siero sperimentale, acquistando una forza incredibile ma anche una latente personalità schizoide, diventando il supercriminale che J. Jonah Jameson, direttore del “Daily Bugle”, battezzerà Goblin, storica nemesi dell’arrampicamuri nella serie a fumetti. Intanto Peter si è trasferito a Manhattan nell’appartamento del suo migliore amico, Harry, il figlio di Norman Osborn: Harry peraltro ha cominciato a frequentare Mary Jane, che a sua volta ha iniziato a subire il fascino discreto del nostro simpatico Spider-Man di quartiere. In attesa del classico confronto all’ultimo sangue tra il buono ed il cattivo Raimi ha anche trovato lo spazio per inserire un bacio da antologia (e sotto la pioggia) tra Spider-Man a testa giù ed una riconoscente Mary Jane appena salvata dalle insidie di una banda di teppisti. C’è anche un cameo della cantante Macy Gray che esegue My nutmeg fantasy poco prima del primo micidiale scontro tra Goblin e Spider-Man. Avvincente, autoironico, divertente, ricco di verve e filologicamente corretto sotto il versante fumettistico: nel realizzarlo Raimi ha cercato di rendere al meglio un universo narrativo già stratificato e perfettamente funzionante, senza puntare tutto sulla propria personale interpretazione del tessiragnatele, un approccio agli antipodi rispetto a quanto fece Tim Burton nel primo atto di Batman, insomma. Il cast è complessivamente in parte, l’ambientazione perfetta, le sequenze acrobatiche e di combattimento altamente spettacolari: Spider-Man non è un capolavoro ma sicuramente una stupefacente macchina d’intrattenimento.

Spider-Man, regia di Sam Raimi, con Tobey Maguire, Willem Dafoe, Kirsten Dunst, James Franco, Cliff Robertson, J.K. Simmons; fantastico/azione; Usa; 2002; C.; dur. 2h e 1'

Voto 7½ 

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