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  25/08/2019 - 09:50

 

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Andrea Camilleri
Il re di Girgenti
Palermo, Sellerio, 2001; pp. 452
Un romanzo storico frutto di quasi sei anni di lavoro

 




                     di Paolo Boschi


La vampa d'agosto
La luna di carta
Privo di titolo
La prima indagine di Montalbano
La presa di Macallč
Il giro di boa
Le inchieste del commissario Collura
Camilleri legge Montalbano
La linea della palma
La paura di Montalbano
Il ladro di merendine in Cd-rom
Il re di Girgenti
L'odore della notte
La scomparsa di Patō
La testa ci fa dire
La gita a Tindari
Gli arancini di Montalbano
La mossa del cavallo
La concessione del telefono


Il caso Camilleri continua: l'ultimo atto della vicenda è Il re di Girgenti, un romanzo storico che racconta il mondo dei contadini nella Sicilia del Settecento, i "viddrani", ed in particolare focalizzato sulla biografia fantastica di uno di loro, Zosimo, che nel 1718 divenne re di Girgenti, guidando per un brevissimo periodo l'esperienza di autogoverno della sua città nel periodo dell'incipiente Illuminismo. Come spesso succede nella narrativa camilleriana di marca storica, anche stavolta lo spunto iniziale, che l'autore siciliano ci confida nella sua classica nota finale, è arrivato in modo assolutamente casuale quando, nel giugno del 1994, a Camilleri nella libreria romana frequentata quotidianamente capitò in mano un libretto intitolato Agrigento, che riferiva in modo scarno la notizia del contadino Zosimo incoronato. Le ricerche successive a Camilleri non hanno portato dovizia di dettagli in merito, ma gli hanno ispirato la biografia straordinaria ed inventata di sana pianta di un personaggio la cui vita è ricostruita come in una cronaca dei tempi che furono, in cinque parti più un intermezzo che ci raccontano senza soluzione di continuità la sua nascita, l'infanzia e l'adolescenza, la maturità, la "salita al trono", la morte. E' il cunto di un capopolo che visse tra fine Seicento ed inizio Settecento, la vita fantastica di un contadino capace d'imparare il "leggiuto" e lo "scrivuto", di un uomo saggio che tentò di regalare un sogno alla sua povera gente, e che morì senza perdere la fantasia. La sua storia, come in ogni cronaca che si rispetti, comincia con gli eventi che precedettero la sua nascita, un epilogo in cui il suo futuro padre salva un principe dalla morte e paradossalmente finisce per aiutarlo a suicidarsi. Continua con la sua infanzia e i primi studi presso uno straordinario "parrino", padre Uhù, canonico ed esorcista che confessa i parrocchiani e li sana picchiandoli anziché richiedere penitenze di preghiera. Zosimo attraversa poi una serie terribile di eventi tristi e tormentosi: una lunghissima siccità, la piaga della peste, il malgoverno degli spagnoli poi sostituito da quello altrettanto ingiusto dei Savoia. E poi la maturità, con il protagonista che si innamora, si sposa, mette su famiglia, conosce nuovi lutti, medita giustizia ed un nuovo ordine delle cose. Il re di Girgenti procede nella direzione della fine annunciata di Zosimo, una sorta di caduta impossibile da arginare (la spinta decisiva è, secondo copione, il tradimento) e che porterà il re contadino a salire i sei gradini del patibolo e rincontrare allo stesso tempo, come in una surreale processione, tutti i fantasmi del suo passato: sei gradini per sei lunghi attimi che porteranno il condannato a morte a liberarsi in extremis, morire librandosi con l'aquilone lanciato al vento la mattina stessa, e osservare ridendo dall'alto il proprio corpo appeso alla forca, in un ultimo sussulto di fantasia e libertà. A parte l'efficace (e consueto) groviglio linguistico di dialetto ed italiano, in questo romanzo Camilleri allestisce immagini di una forza descrittiva notevole, si tratti di diaboliche figurazioni surreali o di realistiche ricostruzioni. La forza dell'autore sembra qui riposta proprio nel dettaglio realistico aperto quasi casualmente, come per gemmazione dalla storia principale: l'incredibile avarizia di un vescovo in tempo di carestia, l'invenzione tout court di nuovi santi, il sacro mistero della Vergine Sempiterna, i due metodi d'interrogatorio dell'Inquisizione, la mitica Controversia Liparitana, e tante altre cose "stramme" e mirabili. Grottesco, surreale, etico, fantastico: è il Re di Girgenti, probabilmente il romanzo più ambizioso che Andrea Camilleri ci abbia regalato fino ad oggi.

Andrea Camilleri, Il re di Girgenti, Palermo, Sellerio, 2001; pp. 452

Voto 9 

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