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  25/08/2019 - 09:51

 

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Andrea Camilleri
Gli arancini di Montalbano
Milano, Mondadori, 1999; pp. 343
Le avventure del commissario di Vigàta

 




                     di Paolo Boschi


La vampa d'agosto
La luna di carta
Privo di titolo
La prima indagine di Montalbano
La presa di Macallč
Il giro di boa
Le inchieste del commissario Collura
Camilleri legge Montalbano
La linea della palma
La paura di Montalbano
Il ladro di merendine in Cd-rom
Il re di Girgenti
L'odore della notte
La scomparsa di Patō
La testa ci fa dire
La gita a Tindari
Gli arancini di Montalbano
La mossa del cavallo
La concessione del telefono


E' il secondo volume di racconti, dopo Un mese con Montalbano, dedicato da Andrea Camilleri, ultimo caso letterario nazionale in ordine di tempo, a Salvo Montalbano, il mitico commissario di Vigàta, un pezzo di Sicilia letteraria così tipica da superare la realtà. In tutto Gli arancini di Montalbano contiene venti racconti, di cui diciassette inediti e tre già pubblicati su riviste varie (compreso quello che presta il titolo alla raccolta). Il volume è l'occasione per assaggiare nuove avventure di Montalbano, un commissario a misura d'uomo, politicamente corretto, all'occorrenza capace di contraddirsi, e a volte perfino di protestare con il suo autore, in un sovvertimento del rapporto tra scrittore e personaggio di carta: è quanto accade ad esempio in Montalbano si rifiuta, dove il mito vigatense si ritrova immerso in una storia dalle forti tinte pulp, talmente insopportabile che Montalbano prende e telefona a Camilleri informandolo che lui, il personaggio, non si sottometterà ai cruenti dettami di siffatto genere. Poi ne Gli arancini di Montalbano tornano quei casi strani che attivano il "ciriveddro" di Montalbano, portandolo immancabilmente alla verità, scoperta sempre quasi per caso, da una naturale osservazione delle smagliature al normale tessuto quotidiano. E' quel che accade nel racconto d'apertura (La prova generale), dove una coppia di vecchi attori si preparano al momento della morte provandolo, come si trattasse appunto di una scena teatrale. Un volume come questo consente anche l'estemporaneo approfondimento del cast di personaggi del serial letterario - accade perfino che il telefonista Catarella risolva, sorprendentemente da solo, un vero caso - o di forme poco sperimentate nei romanzi di Montalbano, come quella epistolare tra il commissario e la fidanzata Livia da Boccadasse, Genova - un carteggio che porta alla soluzione di un mistero - . Il resto è ordinaria amministrazione montalbaniana: un caso riletto a distanza di anni (e a pena già scontata, da un innocente) in Una mosca acchiappata a volo, l'omicidio di una vecchia prostituta (ancora attiva) di buon cuore e comprovata rispettabilità, la corsa contro il tempo del commissario per dare soluzione ad una rapina che rischia di rovinargli la festa di Capodanno con i mitici arancini della "cammarèra" Adelina. Una raccolta varia, "macàri" intrigante, spesso irresistibile nel mélange italo-siciliano di fondo.

Andrea Camilleri, Gli arancini di Montalbano, Milano, Mondadori, 1999; pp. 343

Voto 7 

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