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  20/10/2017 - 12:49

 

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John Ajvide Lindqvist
Una piccola stella
La voce della rabbia giovanile
Edizioni Marsilio, Collana Farfalle, pp.464, € 18,50

 




                     di Matteo Merli


John Ajvide Lindqvist - Il porto degli spiriti
John Ajvide Lindqvist - L’estate dei morti viventi
John Ajvide Lindqvist - Muri di carta
John Ajvide Lindqvist - Una piccola stella


Gli adolescenti sono i veri protagonisti del nuovo romanzo di Lindqvist, che si muove tra il disagio di una età difficile, spesso a contatto con una quotidianità feroce priva di speranza.
Piccola stella è Theres, è ha una voce meravigliosa. I suoi genitori adottivi la tengono reclusa in cantina da quando era piccola, trovata in un bosco abbandonata. La sua solitudine si stempera con il canto, liberando una voce unica e ipnotica.
Uccisi barbaramente i genitori, salvata dal fratellastro che non ha il coraggio di denunciarla, Theres comincia a muoversi nel mondo circostante, con il suo aspetto enigmatico e il suo canto incantatore. Casualmente incontra su internet Teresa, suo alter-ego spirituale e insieme fondano un duo musicale che ben presto avrà un successo inaspettato, anche se dovranno fronteggiare un produttore senza scrupoli e il mondo fatuo dello star system.
Mentre Theres canta i testi enfatici e ammalianti di Teresa, i loro animi sono uniti da una forza sconosciuta che li spinge oltre le regole e il loro istintivo isolamento. Infatti Theres plasma il suo io in modo da diventare in breve tempo un guru per tutte le ragazzine disadattate che la idolatrano tramite il suo canto e costituisce così una setta guidata da lei che alimenta la rabbia giovanile verso il mondo che le ignora, portandoli verso una vendetta dalle proporzioni apocalittiche. Una piccola stella è la testimonianza del talento di Lindqvist, abile nel descrivere i moti inquieti della gioventù, tenendo ben presente le regole del genere horror, ma dall’altra parte descrive con profonda consapevolezza le sensazioni e umori di queste giovani menti. La critica ad un sistema di valori inesistente e l’utilizzo morboso delle nuove tecnologie che porta alla spersonalizzazione dell’individuo, sono le chiavi interpretative della storia, ma quello che interessa all’autore e scandagliare a fondo il buco nero in cui sono prigionieri i giovani oggi, dove il presente sembra non stimolare emozioni o dare un senso al loro futuro. Si dirà che c’è troppa carne a fuoco e che si ha un senso di incompiutezza nei diversi passaggi del romanzo, ma è proprio l’occhio clinico di Lindqvist a dettare dei tagli e concentrarsi su i risvolti morbosi di Theres e Teresa, vero nodo centrale del racconto, per mettere in secondo piano gli altri eventi, poiché la fascinazione è l’emblema di un potere diafano e distruttivo che si alimenta nelle diverse piaghe di un quotidiano ormai scomposto in mille pezzi.

Voto 7/8 

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