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  15/12/2017 - 14:51

 

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Simonetta Agnello Hornby
La monaca
L'amore e la vita ai tempi del Regno delle Due Sicile
Feltrinelli Editore. Collana I narratori, 304 pagine, prezzo di copertina 17 €, ISBN: 9788807018237

 




                     di Giovanni Ballerini


Sono una Sicilia e una Napoli d’antan, luoghi ricchi di tradizioni e di rituali, a far da sfondo alla vicenda narrata da Simonetta Agnello Hornby in “La monaca”, un affascinante libro pubblicato da Feltrinelli nel 2010, in cui emergono gli usi e i costumi della società ottocentesca in un Sud Italia sicuramente più a suo agio con se stesso, più facoltoso, di quello contemporaneo. Ma non per questo più attento alla condizione femminile. Il libro inizia il 15 agosto 1839, a Messina, in casa del maresciallo don Peppino Padellani di Opiri, mentre fervono i preparativi per la festa dell’Assunta. La protagonista, la tredicenne Agata, figlia di don Peppino e della marescialla donna Gesuela vive i palpiti irruenti del suo primo intenso amore giovanile, ma sarà presto la società a irrompere nella sua vita, con le sue regole, con le sue delusioni, con i suoi sfarzi di facciata e una realtà in cui i non predestinati faticano moltissimo a realizzare la proprie ambizioni. Anche in amore. Certo la famiglia ci mette del suo e Agata dovrà passarne di tutti i colori prima di riuscire a vivere la vita che vuole, ma quello che è in evidenza in ogni pagina e che affascina il lettore è un affresco ben delineato di come si viveva ai tempi nel Regno delle Due Sicilie.

Simonetta Agnello Hornby, nata a Palermo e residente dal 1972 a Londra, che conosciamo come brillante autrice di romanzi di successo, come La Mennulara (2002) e Vento scomposto (2009), con “La monaca” non ci conduce infatti per mano solo attraverso una storia rosa contrastata, ma attraverso una vera e propria epopea dell’universo femminile e claustrale ottocentesco. Poco importa se il lettore, sin dal titolo (e dalla lista dei personaggi presentati in avvio di narrazione) si accorge subito che la ragazzina diventerà monaca contro la sua volontà. La suspense abita nei particolari, nel modo in cui la Agnello Hornby ci narra di questa travagliata non vocazione che si trasforma in una formazione di vita e spirituale, in un’esperienza se non proprio positiva, alla fine necessaria per consentire a una donna del sud, ai tempi dei Borboni, di affrontare una vita indipendente. Agata si trasforma in suor Maria Ninfa e cresce sotto gli occhi affettuosi della zia badessa: il silenzio, lo studio e la disciplina che pratica nel monastero benedettino di San Giorgio Stilita fortificheranno questa ragazza mai doma, che fiorisce e si fortifica anche dal punto di vista dell’istruzione, mentre la società delle convenzioni impedisce a ogni donna una vita libera. Non sarà insomma un romanzo di arti marziali o di cappa e spada, ma le avventure i colpi di scena non mancano. E con queste le riflessioni sul come si viveva allora, sui giochi di potere, sul decadimento della nobiltà, sull’arrembante stile di vita della borghesia, sui compromessi e i giochi di potere che si celano dietro la comunità monastica. Fra le pagine più significative quelle dedicate all’offerta di sfincione (piatto povero ma sfizioso di tradizione palermitana) e quelle che parlano della festa dell’Assunta (con i bambini veri a fare da angioletti appesi sul carro della processione), ma in definitiva ogni pagina del romanzo è ricca di particolari e riferimenti che, meglio di un testo storico ci forniscono l’esprit du temps. Lo stesso che Agata - Maria Ninfa vive tumultuosamente, cercando con determinazione una strada possibile alle sue giuste aspirazioni. Di cuore, ma soprattutto di vita.  

Voto 8 

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