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  10/12/2019 - 05:52

 

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Andrea Camilleri
Le inchieste del commissario Collura
Pistoia, Libreria dell'Orso, 2002; pp. 96
Otto minigialli tra comico e virtuale

 




                     di Paolo Boschi


La vampa d'agosto
La luna di carta
Privo di titolo
La prima indagine di Montalbano
La presa di Macallè
Il giro di boa
Le inchieste del commissario Collura
Camilleri legge Montalbano
La linea della palma
La paura di Montalbano
Il ladro di merendine in Cd-rom
Il re di Girgenti
L'odore della notte
La scomparsa di Patò
La testa ci fa dire
La gita a Tindari
Gli arancini di Montalbano
La mossa del cavallo
La concessione del telefono


Dopo aver sfogliato questo scarno volumetto, verrebbe spontaneo scrivere "in principio era Cecè Collura". In realtà per il secondo investigatore di Andrea Camilleri il principio non c'era mai stato: Cecè Collura era l'altro possibile nome per il personaggio, ormai assurto a caso nazionale letterario-televisivo, del commissario di Vigàta Salvo Montalbano, coniato dall'autore siciliano come omaggio al collega iberico Manuel Vázquez Montalbán per la dritta strutturale suggeritagli dalla lettura non di uno dei gialli della serie Pepe Carvalho, ma de Il pianista, romanzo sperimentale, aperto. Ad ogni modo Vincenzo Collura detto "Cecè" rimase "appeso" alla penna di Camilleri, a detta dello stesso scrittore, e così fu per lui naturale ricordarsene, riesumarlo, dargli forma e sostanza narrativa in occasione di una collaborazione con il quotidiano torinese "La Stampa" nell'estate 1998 per una serie di brevi racconti gialli. Se Camilleri aveva deciso di scrivere un romanzo giallo per mettersi alla prova, parafrasando Sciascia, con una gabbia strutturale che costringesse lo scrittore a porsi sullo stesso piano del lettore, ne Le inchieste del commissario Collura, per la particolare brevità richiesta dal tipo di pubblicazione, Camilleri ha scelto di giocare la carta del sottogenere, con una serie di piccoli casi gialli (ma non troppo) che hanno un'ambientazione volutamente ristretta come una nave da crociera, sull'illustre scia dell'esempio di Agatha Christie. Il protagonista degli otto racconti, Collura, è un commissario siciliano che, a causa di una ferita di arma da fuoco, è stato costretto a sei mesi di convalescenza ma, invece di trascorrere il tempo in beato riposo, ha deciso di passare parte dei mesi di vacanza forzata lavorando come commissario di bordo in una nave da crociera, nonostante non ami particolarmente il mare. A differenza di quanto l'ambientazione vacanziera e spensierata potrebbe suggerire, sulla testa di Collura i casi pioveranno copiosi: il commissario, aiutato dal fedele collega triestino Scipio Premuda, si ritroverà ad indagare intorno a gialli esili quanto divertenti, che spesso neppure richiederebbero una soluzione, non fosse che l'istinto da vero sbirro di Collura lo costringe a cercare la verità anche quando le circostanze non renderebbero l'indagine necessaria. Leitmotiv dichiarato degli otto casi, sorta di trait d'union che collega i vari finali, è il doppio, l'apparenza, il virtuale: il curioso mistero del finto cantante, un fantasma che non c'è, due gemelle interscambiabili, un omicidio falso e truffaldino, una bisca clandestina, una frode assicurativa, una bambina scomparsa (ma da anni), una vedova inconsolabile ed introvabile. Il volume è punteggiato anche da un doveroso cameo di Salvo Montalbano, amico e maestro di Collura. Nell'intervista che chiude il volume Camilleri anticipa anche un possibile team up dei due commissari siciliani: attendiamo fiduciosi.

Andrea Camilleri, Le inchieste del commissario Collura, Pistoia, Libreria dell’Orso, 2002; pp. 96

Voto 7 

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