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  24/08/2019 - 20:17

 

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Andrea Camilleri
La concessione del telefono
Palermo, Sellerio, 1998; pp. 273
Galeotto fu il telefono...

 




                     di Paolo Boschi


La vampa d'agosto
La luna di carta
Privo di titolo
La prima indagine di Montalbano
La presa di Macallč
Il giro di boa
Le inchieste del commissario Collura
Camilleri legge Montalbano
La linea della palma
La paura di Montalbano
Il ladro di merendine in Cd-rom
Il re di Girgenti
L'odore della notte
La scomparsa di Patō
La testa ci fa dire
La gita a Tindari
Gli arancini di Montalbano
La mossa del cavallo
La concessione del telefono


Al centro de La concessione del telefono, in assoluto uno dei romanzi di maggior successo di Camilleri, sta, come sempre, Vigàta, l'ormai mitica cittadina siciliana, una località inventata di sana pianta ma che rivaleggia con la Sicilia vera per la realistica resa delle caratteristiche più tipiche della mentalità isolana. La concessione del telefono appartiene alla categoria dei romanzi storici di Camilleri, ambientati non nell'epoca del commissario Montalbano ma nella Vigàta di fine Ottocento - tra i quali è doveroso citare almeno Il birraio di Preston e La stagione della caccia -. E una delle cose che a fine Ottocento mancava era proprio il telefono: il Leitmotiv tornante del romanzo sta proprio nel costante tentativo del protagonista, Pippo Genuardi, di ottenere la sospiratissima concessione di una linea telefonica privata, completamente a sue spese, per collegare il proprio magazzino di legname con la casa del vecchio suocero. Un'apparente pazzia dettata ( siamo in Sicilia) dalla classica storia di 'corna', proprio ai danni del suocero, sposato in seconde nozze con la bella Lillina, irresistibile amore adulterino di Pippo. Una storia dall'andamento triangolare - interessante già di per sé come schema narrativo -, che Camilleri amplia con un cast assortito di comprimari locali: il medico, il parroco, lo scagnozzo, l'uomo di rispetto, il questore, i carabinieri, l'avvocato. La concessione del telefono, come spesso avviene nella narrativa camilleriana, parte da un documento realmente esistente - per la concessione d'una linea telefonica privata, chiaramente - del 1892, che ha incuriosito l'autore e lo ha spinto a costruirci sopra un romanzo. Camilleri è anche riuscito a ricostruire (con la vicenda centrale) anche l'intricato groviglio burocratico della concessione attraverso una serie di azzeccati (e gustosi) inserti epistolari, che testimoniano la sua vena di restauratore linguistico.

Andrea Camilleri, La concessione del telefono, Palermo, Sellerio, 1998; pp. 273

Voto 8 

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