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  25/08/2019 - 10:01

 

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Marcello Sorgi
La testa ci fa dire. Dialogo con Andrea Camilleri
Palermo, Sellerio, 2000; pp. 161
Il direttore de "La Stampa" e l'ultimo caso letterario nazionale a tu per tu

 




                     di Paolo Boschi


La vampa d'agosto
La luna di carta
Privo di titolo
La prima indagine di Montalbano
La presa di Macallè
Il giro di boa
Le inchieste del commissario Collura
Camilleri legge Montalbano
La linea della palma
La paura di Montalbano
Il ladro di merendine in Cd-rom
Il re di Girgenti
L'odore della notte
La scomparsa di Patò
La testa ci fa dire
La gita a Tindari
Gli arancini di Montalbano
La mossa del cavallo
La concessione del telefono


Andrea Camilleri è senza ombra di dubbio l'ultimo caso letterario italiano: La testa ci fa dire è un dialogo tra Marcello Sorgi, direttore del quotidiano torinese "La Stampa", e lo scrittore siciliano, classe 1925, che nell'ultimo decennio ha messo a segno un best seller dietro l'altro, e non solo grazie alla formidabile serie dedicata al commissario Montalbano - nell'ordine quattro romanzi e due raccolte di racconti, per tacere del relativo serial TV - ma anche con i molti volumi romanzati dedicati alla Vigàta del secolo scorso. Tra una domanda e l'altra si scopre che il debutto di Camilleri, sceneggiatore e regista teatrale e televisivo, arrivò relativamente tardi (con Il corso delle cose), proponeva la stessa miscela di italiano e siculo (che a Leonardo Sciascia, lettore del manoscritto, spiaceva assai), e fu pubblicato semiclandestinamente dall'editore toscano Lelli (con la riduzione televisiva in corso d'opera, peraltro). Poi, trattandosi di una conversazione tra siciliani, è inevitabile che il discorso cada sulla sicilitudine ed in seguito sulla distinzione tra siciliani di scoglio (più tradizionalisti) e di mare aperto (più cosmopoliti). Da un argomento all'altro si scoprono cose curiose sul giovane Camilleri: l'infanzia sotto il fascismo, l'adolescenza da comunista, gli studi all'Accademia d'arte drammatica di Roma, e la perdita della borsa di studio per la scoperta dell'autore siciliano in un collegio femminile. La testa ci fa dire (dall'etimo siciliano equivalente più o meno a "ho paura che") propone anche spunti interessanti relativi al processo compositivo di Camilleri, che spesso s'innesca da qualcosa di reale, una frase o un rigo appena ma pur sempre una storia, un inizio intorno al quale costruire il plot, avvolgere personaggi ed adattare (inventandole) situazioni plausibili. Tra divagazioni su Pirandello ed una lineare disamina della recente querelle con Vincenzo Consolo (che accusava Camilleri d'esser troppo disimpegnato), il dialogo di Sorgi s'avvicina con brio alla fine, lasciando con il desiderio di leggersi la prossima avventura di Montalbano, con il quale Camilleri confessa d'avere un rapporto conflittuale da sempre.

Marcello Sorgi, La testa ci fa dire. Dialogo con Andrea Camilleri, Palermo, Sellerio, 2000; pp. 161

Voto 7- 

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