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  26/02/2020 - 19:54

 

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Changeling
Regia di Clint Eastwood
Cast: Angelina Jolie, John Malkovich, Riki Lindhome, Amy Ryan, Colm Feore, Devon Gearhart, Jeffrey Donovan, Kelly Lynn Warren, Devon Conti; thriller/giallo; U.S.A.; 2008; C.
Da una storia vera

 




                     di Paolo Boschi


Gli spietati
Un mondo perfetto
I ponti di Madison County
Potere assoluto
Fino a prova contraria
Space Cowboys
Debito di sangue
Mystic River
Million Dollar Baby
Flags of our fathers
Lettere da Iwo Jima
Changeling
Gran Torino
Invictus
Hereafter
J.Edgar


Ormai è una regola su cui si potrebbe rimettere l’orologio: a cadenza annuale (o al massimo biennale) il grande Clint Eastwood, l’indimenticabile pistolero senza nome della trilogia del dollaro di Sergio Leone, torna dietro la macchina da presa e dirige un nuovo capolavoro della sua irripetibile filmografia, e talvolta dirige perfino se stesso nel ruolo del disilluso protagonista di turno, che ormai pare essere diventato la sua controparte di celluloide. Non fa eccezione la sua ultima fatica, Changeling, applaudita in concorso al Festival di Cannes 2008 e centrata su una coraggiosa figura di donna, affidata ad un’intensa Angelina Jolie, che qui probabilmente ha messo a segno la sua miglior prova d’attrice in carriera. La storia è una di quelle che piacciono a Clint e gli consentono di dipanare la sua ossessione filmica privilegiata: la ricerca della verità come obiettivo morale di una società corrotta, in nome di una giustizia superiore che costituisce il senso di un mondo che, soprattutto nel presente, pare averlo perso. Sembra insomma una variazione tematica di un suo altro capolavoro, Mystic River e, come in quel caso, anche al centro della trama di Changeling figura un tragico esempio di infanzia rubata. Siamo nella Los Angeles degli anni Venti, una megalopoli urbana in sviluppo in cui il crimine letteralmente dilaga, a fronte di inquirenti corrotti e che abusano abitualmente del proprio potere. Sotto i riflettori c’è una storia vera, il caso Collins, che Clint prende come spunto per comporre la sua apologo sull’abuso di potere, sulla manipolazione della verità e sul coraggio della speranza. La storia prende avvio nel marzo del 1928: nella vita della bella Christine Collins, caporeparto di una compagnia telefonica e madre single, tutto procede tranquillamente ma la tragedia incombe. Un giorno, richiamata in ufficio per sostituire una collega malata, rincasa tardi e non trova più il piccolo Walter, suo figlio. Si rivolge alla polizia, ma le ricerche partiranno soltanto dopo ventiquattro ore: nonostante le forze dell’ordine cittadine siano diventate il bersaglio privilegiato della crociata radiofonica del reverendo Gustav Briegleb per incapacità, corruzione e continui abusi di potere, passati alcuni mesi arriva la notizia del ritrovamento del ragazzo rapito. L’incontro è fissato alla stazione, ma nel bambino che le viene riconsegnato sotto gli scatti dei giornalisti Christine non riconosce suo figlio, anche se l’insistenza di un capitano la induce a portarsi il bambino a casa per rifletterci sopra a mente fredda.  Ma non si tratta di suo figlio: non lo riconoscono la maestra né il dentista, è più basso di Walter di quasi dieci centimetri, ignora banali dettagli quotidiani che dovrebbe conoscere. La polizia però si rifiuta di ammettere l’errore e, davanti all’insistenza di Christine, in modo poco ortodosso la fa rinchiudere in un manicomio. La coraggiosa madre con l’aiuto del reverendo Briegleb continuerà con coerenza la sua battaglia per la verità finché il castello di carte eretto dalla polizia non crollerà alla scoperta di un terribile caso di omicidi infantili seriali. Con Changeling, fedele resoconto di una storia vera, Clint Eastwood firma un nuovo capolavoro scattando una fotografia paradigmatica, bruciante e talvolta insostenibile di un’America alla disperata ricerca di se stessa e della verità, grande Leitmotiv trasversale dell’opera di Eastwood regista. Nella sua ultima fatica dietro la macchina da presa il cineasta californiano miscela le tematiche privilegiate affrontate nelle sue pellicole a cavallo tra gli anni Novanta ed il terzo millennio – non solo Mystic River ma anche Un mondo perfetto, Gli spietati, Mezzanotte nel giardino del bene e del male, Potere assoluto, Fino a prova contraria e Million Dollar Baby –, tutte focalizzate tra la tensione tra un’etica superiore ed il male assoluto che certa umanità perpetra indisturbata. La Los Angeles degli anni Venti rivive in tutta la sua atmosfera anche grazie alle musiche composte per l’occasione dallo stesso regista. Il cast si comporta al meglio anche nei ruoli secondari, illuminato dall’intensità di una splendida Angelina Jolie, per una volta ritornata al cinema d’autore praticato nei suoi primi passi nel mondo della celluloide. Imperdibile.

Changeling, regia di Clint Eastwood, con Angelina Jolie, John Malkovich, Riki Lindhome, Amy Ryan, Colm Feore, Devon Gearhart, Jeffrey Donovan, Kelly Lynn Warren, Devon Conti; thriller/giallo; U.S.A.; 2008; C.; dur. 2h e 20’

Voto 8 

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