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  26/09/2022 - 01:43

 

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Scanner - musica
 


Gorillaz
Gorillaz
[Emi 2001]
Quando la band diventa... virtuale

 




                     di Paolo Boschi


Blur's Profile
The best of Blur
Gorillaz
Think Tank


"I am happy / I'm feeling glad / I've got sunshine / In a bag...": comincia così il singolo d'esordio dei Gorillaz, intitolato Clint Eastwood, una canzone sorprendente e dall'irresistibile sound in cui si riconosce da subito - almeno se siete aficionados dei Blur - l'inconfondibile voce di Damon Albarn, frontman del quartetto londinese. La cosa curiosa è che gli esponenti del gruppo in pratica non esistono, sono assolutamente virtuali ed hanno le surreali fattezze dei personaggi del cartone animato del relativo video, perché i Gorillaz sono il primo avanguardistico esempio di band virtuale rappresentata da portavoce virtuali: quattro fumetti dai nomi stravaganti come Murdoc, 2D, Noodle e Russel. Il progetto Gorillaz è partito dal leader dei Blur, l'originale sound è stato messo a punto dal produttore Dan "The Automator" Nakamura, il look è stato tratteggiato dal cartoonist Jamie Hewlett: hanno poi dato il loro apporto alla band Miho Hatori dei Cibo Matto, Tina Weymouth (già nei Talking Heads di David Byrne e nei Tom Tom Club), Ibrahim Ferrer e lo scratcher Kid Koala. Il risultato sono le quindici tracce del sorprendente Gorillaz, un album d'esordio nato come divertissement dichiarato che ha finito per diventare uno stupefacente successo di mercato. Il disco in sé, nonostante qualche disomogeneità nella tracklist, presenta un buon livello complessivo e lascia intendere che si tratta di qualcosa di più di un esperimento estemporaneo: l'apripista dei quindici brani è l'ipnotica (e blanda) Re-hash, seguita a ruota dal groove sporco di 5/4 e quindi dal basso 'narcolettico' che colora Tomorrow comes today. Il primo cambio di marcia dell'album è offerto dalla cupa (ma irresistibile) New genious, che con la successiva Clint Eastwood e con la deliziosa Slow contry costituisce il trittico di gemme offerto da Gorillaz. La sgangherata Man research equivale ad un episodio minore dei Blur: stesso dicasi per il brano seguente, Punk, che pare una versione mal partorita e scorciata di Song 2. La voce sinuosa del vecchio Ibrahim Ferrer colora la bella e malinconica Latin Simone (Que Pasa Contigo), che resta comunque un corpo estraneo in simile contesto. Intrigante invece l'anomalo hip hop di Rock the house e della contagiosa 19-2000. Insomma, l'esperimento non è perfettamente riuscito, ma vale la pena ascoltarne i curiosi risultati: difficile attendersi di più da un gruppo di cartoons.

Gorillaz, Gorillaz [Emi 2001]

Voto 7˝ all'idea 

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