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  20/10/2017 - 12:44

 

  home>musica > rock_pop

Scanner - musica
 


David Bowie
The next day
La sorprendente rinascita del duca bianco ci regala il miglior album dell’anno. ISO Records, 2013
La retrospettiva David Bowie is, dopo aver trionfato al Victoria and Albert Museum di Londra è dal 25 settembre al 27 novembre 2013 all’Art Gallery of Ontario, in Canada e dall’inizio del 2014 al Museo dell’immagine e del suono di San Paolo, in Brasile

 




                     di Giovanni Ballerini


Bowie  è tornato in cattedra in questo 2013. Ha bucato nuovamente l’immaginario collettivo con un grande album, The next day , ma anche con la mostra David Bowie is (almeno duecentomila visitatori solo a Londra), che indaga e storicizza le varie fasi della sua carriera, le mille facce di una creatività mutante e frastagliata. Stiamo parlando della grande retrospettiva curata da Geoffrey Marsh e Victoria Broacker, con 300 oggetti selezionati dall’archivio personale della rockstar (fra video, costumi di scena, documenti e foto) che il Victoria and Albert Museum di Londra gli ha dedicato (dal 23 marzo al 13 agosto 2013). Il giorno di chiusura della mostra londinese (il 13 agosto) è stata proiettara, in 200 sale inglesi David Bowie is happening now, una diretta dalla mostra, che per l'occasione è stata coordinata dal regista delle cerimonie di apertura e conclusione delle Olimpiadi e 2012, Hamish Hamilton. La prossima stazione museale in cui la mostra verrà proposta (dal 25 settembre al 27 novembre 201) è l’Art Gallery of Ontario, in Canada, per poi, all’inizio del 2014, traslocherà in Brasile (dal 28 gennaio al 21 aprile) al Museo dell’immagine e del suono di San Paolo. Detto questo sull’omaggio – esposizione, passiamo alla sorpresa discografica che l’irrefrenabile David ha riservato ai suoi fan. Anche se ci si chiama David Bowie non è cosa da poco tornare, dopo vent'anni al primo posto nelle hit parade di numerosi paesi. E se l’ultima volta c’era riuscito nel 1993, con l’album Black tie white noise, il suo ventiquattresimo cd The next day, prodotto da ISO Records (la label  di Bowie) in collaborazione con il fido Tony Visconti, se lo merita davvero visto testimonia la ritrovata verve di Bowie, che stigmatizza i tempi che viviamo con una musica e delle atmosfere piena di ritmi incalzanti e di grinta. Il paragone con il periodo berlinese è più di una boutade, visto che l’artista stesso ha scelto di sottolineare il concetto con una copertina che ripropone quella di Heroes con sopra una sorta di grande post it bianco con il nuovo titolo. Autocitazione a parte, il lavoro affascina per la ritrovata freschezza espressiva che caratterizza le 14 nuove canzoni, ma anche l’impatto maturo e assolutamente contemporaneo con cui David timbra ogni brano. L’impatto è decisamente rock, ma alla maniera di Bowie, che riesce ancora una volta a cambiare contesto, a variare colori e sensazioni in ogni brano. Tornano in mente i Tin Machine, la dark wave, persino i Roxy Music, ma alla fine i repechage sono solo un pretesto, una sorta di dinamico (e ideale) serie di campionamenti per la nuova, sorprendente, evoluzione del sound di uno Ziggy 2.0, che dalle stagioni passate si diverte a mettere in luce qualche citazione per poi deliziarci con nuove trovate, con quel pathos che accompagna il suo pop più intimista e fa esplodere di energia le impennate ritmiche. David Robert Jones, classe 1947, torna quindi a ruggire, a mettere, con magia ammaliante, nuovi tasselli nella storia del rock, dimostrando che è ancora in grado di creare capolavori animati da una vibrante prospettiva futura, che non si arrende. E non vuole essere un’icona del passato, ma un artefice della sperimentazione di oggi. Non poteva che essere così per un uomo venuto dal futuro, per l’alieno del rock, ma in pochi erano pronti a scommettere su una rinascita così convincente.  E invece ascoltando The Next Day, il suo primo lavoro dal 2003 a oggi, ci si fa volentieri rapire dalle suggestioni di quello che è sicuramente l’album migliore del 2013.

Voto 9 

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