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  18/12/2017 - 09:45

 

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Katy Perry
Prism (cd e tour)
Un po’ ragazzina terribile, un po’ cosplayer, un po’ ammaliatrice, un po’ fumetto, l’affascinante Katy è il fenomeno pop degli anni 2.0
E’ lei la star musicale del Super Bowl 2015 e propone i successi del suo quarto album nel Prismatic World Tour che per l'unica data italiana fa tappa il 21 febbraio 2015 al Mediolanum Forum di Milano

 




                     di Giovanni Ballerini


59 milioni le hanno fatto gli auguri via Twitter e 75 milioni via Facebook. Cifre da capogiro, ma non per Katy Perry, che ha festeggiato alla grande il suo trentesimo compleanno. Katheryn Elizabeth Hudson, nata a Santa Barbara il 25 ottobre 1984, continuerà festeggiamenti del suo primo trentennale nella migliore maniera. Cioè sottolineando il suo ruolo di star di prima grandezza del pop. L’occasione è di quelle che succedono una volta nella vita: cantare il 1 febbraio 2015 davanti a milioni di spettatori nell’appuntamento più atteso dell’anno per tanti fan del football americano. L’ineffabile vocalist Usa stata infatti scelta come star del Super Bowl 2014 e nell'intervallo della finale di un evento mediatico senza paragoni in America e non solo, terrà alti gli animi con il suo show.
Un po’ ragazzina terribile, un po’ cosplayer, un po’ ammaliatrice, un po’ fumetto, Katy si conferma, in ogni apparizione (anche e soprattutto video) in un personaggio capace di fare la differenza. Un fenomeno nel comunicare charme e simpatia in quantità industriale, nell’ammaliare e stupire (anche con grande ironia) ogni tipo di pubblico. Non a caso la vocalist è in gara con 7 nomination per gli MTV EMA (European Music Awards) e 5 per gli AMA.
L'unica data italiana del suo Prismatic World Tour è invece prevista al Mediolanum Forum di Milano (Assago), dove sarà in concerto il 21 febbraio 2015. Merita prepararsi per tempo andando on line a gustarsi tutti i suoi clip o lasciandosi stregare dalle canzoni, davvero niente male, del suo quarto cd in studio, Prism, pubblicato dalla Capitol Records alla fine del 2013.
A un certo punto della carriera si è persuasa che le convenisse diventare una popstar. Da allora non si è più fermata e ha portato avanti questo suo proponimento con tutta la determinazione possibile. E oggi Katy Perry è (a ragione) una delle vocalist più amate della scena internazionale, la pop star più in evidenza (e in folgorante ascesa) degli ultimi anni. Merito di un approccio curioso al pop e di un modo di fare accattivante, ma soprattutto merito di uno modo di fare, di uno stile da diva – antidiva che colpisce al cuore qualsiasi tipo di pubblico. Più che bella è carina ma, allo stesso tempo, alla fine risulta la più affascinante di tutte, quella che ti resta in mente e a cui non puoi fare a meno di pensare. Come cantante fa leva su una voce che resta in mente, sulla simpatia e sulla sua bellezza fresca e originale, come se symbol, colpisce e intriga più di tante donne più belle di lei. Decisamente moderna, ma anche fuori dal tempo (lo sa e gioca a meraviglia con i look) Katy è l’emblema di un immaginario in evoluzione. Lo sa e vive la cosa senza esagerare o forse esagerando talmente da sembrare spesso una bambina che fa il verso alla sorella più grande. Katy ha il pregio dell’ironia anche quando calca la ribalta con mise sexy. E i suoi concerti sono un vero bagno di adrenalina. Non è certo un caso che il suo Teenage Dream abbia venduto più di 30 milioni di copie in tutto il mondo, che i suoi tour siano all’insegna dei sold out e che persino il film sulla sua vita “Katy Perry: Part of me”, uscito nel 2012 per la Paramount abbia riscosso un successo al di là delle attese. Per chi abbia ancora qualche dubbio rispetto alla parabola artistica di questa specialissima figlia di due predicatori californiani e nipote da parte di madre della sceneggiatrice Eleanor Perry e del regista Frank Perry (di cui ha adottato il cognome d’arte) sarà bene ricordare che quella ragazza ha fatto anche una bella gavetta. All’inizio cantava in chiesa e provò a farsi strada a suon di gospel – rock, ma ha avuto la caparbietà di andare avanti per la sua strada anche quando la sua vecchia etichetta discografica non credeva più in lei. E alla fine (ma se continua così può fare anche di meglio) ha eguagliato il record di Michael Jackson, piazzando 5 singoli estratti dallo stesso disco al primo p osto della pop chart di Billboard. Arrivata al successo con l’ammiccante I kissed a girl, ha stregato le classifiche mondiali con brani ricchi di ritmo e invenzioni, con la cura che dedica alla realizzazione e all’interpretazione di ogni video clip, che invece di un supporto promozionale vengono creati come piccoli e azzeccati film di un immaginario in continuo cambiamento, recuperando favole antiche e moderne, colori scintillanti e seduzioni visive cangianti. Basta dare un’occhiata a Firework, Teenage dream, Waking Up In Vegas e al trascinante California gurls per rendersi conto che il suo successo è tutt’altro che casuale.  Fortuna? Merito della promozione? Macché! Forse è meglio parlare di talento per questa sempre più azzeccata testimonial dei nostri tempi. Del resto, ancora prima che uscisse Prism, il suo album targato 2013, il primo singolo Roar (ancora una volta grazie anche all’omonimo video) già imperversava nelle classifiche di tutto il mondo ed era uno dei brani più passati dalle radio, dai dj e dai vj. Successo anche per la ballata pop Unconditionally, per il terzo singolo, l’azzeccatissima hit hip hop Dark Horse, per il simpatico quarto singolo Birthday e   per quello dell’estate (2014) This is how we do. Brani che continuano a darci conferma della continua evoluzione di questo fenomeno pop degli anni 2.0, un’artista poliedrica, ma anche frizzante, esuberante come un fuoco d’artificio. Nonostante i teneri sguardi blu e i sorrisi rosso fuoco, Katy continua a spiazzarci con quell’aria da ragazza della porta accanto e, allo stesso tempo, ci stupisce giocando con il suo e il nostro immaginario, continuando a regalarci emozioni in musica con il suo pop evoluto, immaginifico e spiritoso. Come non se ne ascoltava (e vedeva, vista la qualità e il gusto dei supporti visivi e dei suoi show) dagli anni ’80. E siamo solo all’inizio.

Voto 8 

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