partner di Yahoo! Italia

Fizz - Idee e risorse per il marketing culturale !

Scanner - Cultura Opinioni Online
links redazione pubblicità info redazione@scanner.it


   


Radiohead
Il 2017 per ripartire
Katy Perry
Prism (cd e tour)
David Bowie
The next day
Gotye
Making Mirrors
Rumer
Seasons of my soul
Caro Emerald
Deleted scenes from the cutting room floor
Eliza Doolittle
Eliza Doolittle
Diana Krall
Quiet nights
Paolo Nutini
Sunny Side Up
Joss Stone
Colour Me Free!

 


Ricerca avanzata

 

 

Arte Musica Libri Cinema Live Interviste Home Vignette Gallery Hi-Tech Strips Opinioni Gusto Ospiti TV

  15/12/2017 - 14:41

 

  home>musica > rock_pop

Scanner - musica
 


Rumer
Seasons of my soul
Un disco soul, caratterizzato da atmosfere morbide e sinuose
[Atlantic 2011]

 




                     di Paolo Boschi


Un’altra esordiente col botto è finita ai piani alti delle chart britanniche: si tratta di Rumer (al secolo Sarah Joyce), nata in Pakistan a Islamabad, dove ha passato l’infanzia. Il nome d’arte lo ha mutuato da Rumer Godden, autrice del romanzo Narciso nero. La futura cantautrice impara a strimpellare da autodidatta sulla chitarra regalatale dal fratello Rob, lo stesso strumento col quale molto tempo dopo comporrà queste canzoni. Il trasferimento in Inghilterra con la famiglia è affannoso: Rumer è riottosa al sistema scolastico britannico ed allo stile di vita occidentale, passa per alcuni dolori familiari, lascia la scuola a sedici anni e inizia a suonare in una rock band, prima di tornare a vivere in una roulotte con la madre malata di tumore per assisterla fino alla morte, e intanto continua a scrivere canzoni. Poi la ragazza si trasferisce a Londra, passa per una moltitudine di lavori passeggeri e la sera si esibisce nei locali della capitale: è proprio durante una di queste esibizioni che incontra il compositore e autore televisivo Steve Brown, che diventa il suo produttore e inizia a lavorare con lei a nuove canzoni. Di lì al successo il passo è breve come in una favola: la firma per la prestigiosa etichetta Atlantic Records, il disco di debutto, le prime recensioni positive, l’entrata in top ten. Il disco uscito in Italia è una international edition che comprende le undici canzoni di Seasons of my soul più la cover di Alfie di Burt Bacharach e It Might Be You, dalla colonna sonora di Tootsie. Si tratta di un disco soul, caratterizzato da atmosfere morbide e sinuose che si lasciano apprezzare ascolto dopo ascolto. La prima impressione è di ascoltare Dusty Springfield rediviva, giusto con un sottofondo di sofferenza in più. Il disco non presenta punti deboli: si apre con la briosa Am I Forgiven? e assortisce chicche quali l’elegante Come To Me High, la deliziosa Slow, l’intrigante Aretha (ispirata dalla Franklyn, ovviamente), la dolcissima Thankful, l’insostenibile Healer. Assolutamente da scoprire.

Voto 7 + 

        Invia Ad Un Amico

© Copyright 1995 - 2010 Scanner