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  19/12/2018 - 14:48

 

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Million dollar baby
Regia di Clint Eastwood
Cast: Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman, Jay Baruchel; drammatico; Usa; 2004; C.

 




                     di Paolo Boschi


Gli spietati
Un mondo perfetto
I ponti di Madison County
Potere assoluto
Fino a prova contraria
Space Cowboys
Debito di sangue
Mystic River
Million Dollar Baby
Flags of our fathers
Lettere da Iwo Jima
Changeling
Gran Torino
Invictus
Hereafter
J.Edgar


Cominciamo subito col precisare che Million Dollar Baby è un film bellissimo, di quelli destinati a restare nel tempo e nella memoria dello spettatore una volta uscito dal buio della sala. Dopo gli abissi esistenziali di Mystic River era difficile attendersi un nuovo capolavoro dall'inossidabile Clint Eastwood il quale, al contrario, pare ben deciso a confermare la caratura autoriale che si è cucito addosso a doppio filo dai tempi de Gli spietati, quando ha inaugurato la fase più matura della sua carriera di regista, iniziando ad inanellare una dopo l'altra una serie di indelebili gemme di celluloide. Anche stavolta la fonte è letteraria, ispirata alla raccolta di racconti Lo sfidante di F.X. Toole, un ex cut boy divenuto scrittore. Million Dollar Baby non è esattamente una pellicola di boxe, ma un film che attinge al mondo della boxe per intrecciare le storie di ordinaria umanità di un gruppo di indimenticabili perdenti. La voce narrante del vecchio ex pugile Eddie "Scrap Iron" Dupris ci porta all'interno della palestra di Frankie Dunn, un taciturno allenatore di boxe vecchio stile, un uomo religioso al limite dell'ostinazione, incapace di comunicare col prossimo ed oppresso ormai da troppo tempo da un peso insopportabile,, come testimoniano le lettere che ogni settimana scrive a sua figlia e che immancabilmente tornano indietro con la scritta "rispedire al mittente". L'amicizia tra Frankie e Eddie è cesellata sull'ultimo incontro dell'ex boxeur, il numero 109 in carriera, in seguito al quale il secondo perse la vista da un occhio ed il primo non fu più abbandonato dal rimorso di non aver gettato la spugna, per quanto ufficialmente non ne avesse l'autorità. Quando la trentunenne Maggie Fitzgerald si presenta da Frankie chiedendogli di farla diventare una pugile professionista, inizialmente il vecchio allenatore rifiuta, poi si lascia vincere dalla rigida determinazione della ragazza: la gloria sportiva richiederà un altissimo prezzo ad entrambi. Potremmo sbizzarrirci nel reperire tutti i meriti di Million Dollar Baby: per giustizia verso Clint Eastwood ci limiteremo a rilevare che si tratta di un film impeccabile sotto ogni fronte ed interpretato da un cast semplicemente straordinario, una pellicola che si prende tutto il tempo necessario per mostrare quanto va mostrato ai fini della storia, senza un istante di troppo, marcata da un'atmosfera di insostenibile malinconia che ne costituisce la cifra emotiva e narrativa riposta, magnificamente contrappuntata da una colonna sonora soffusa e confidenziale (curata dallo stesso regista) e filtrata da una luce blu ideale per esaltare le luci e le ombre di una storia che ha il profumo della vita vera. E concluderemo rilevando che il finale del film, prescindendo dal coraggio di aver affrontato un tema difficile come l'eutanasia, è uno dei più struggenti della storia del cinema, lucido e tenerissimo al tempo stesso, e dunque perfettamente nelle corde del regista di San Francisco, che nei suoi ultimi film ha regolarmente dato prova di un altissimo rigore morale, sempre diretto al nocciolo dei singoli problemi, oltre ogni convenzione sociale o apparenza di comodo. Imperdibile.

Million dollar baby, regia di Clint Eastwood, con Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman, Jay Baruchel; drammatico; Usa; 2004; C.; dur. 2h e 17'

Voto 8½ 

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