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  22/08/2019 - 07:20

 

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Mystic River
Regia di Clint Eastwood
Cast: Sean Penn, Tim Robbins, Kevin Bacon, Laurence Fishburne, Marcia Gay Harden, Laura Linney; drammatico/thriller; Usa; 2003; C.
Se Clint rimesta nel torbido...

 




                     di Paolo Boschi


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Il solito impeccabile Clint Eastwood d’annata, stavolta alle prese con la traslazione sul grande schermo de La morte non dimentica, romanzo di grande atmosfera e forti passioni firmato da Dennis Lehane, interpretato in Mystic River da tre intensi protagonisti supportati da un cast da antologia anche nei ruoli secondari. La storia alla base del film, già apprezzato da pubblico e critica a Cannes 2003, prende avvio dall’infanzia di tre piccoli amici di un quartiere operaio di Boston sulla sponda del Mystic: Jimmy, Sean e Dave stanno giocando in strada quando una macchina con due sedicenti poliziotti si avvicina e preleva uno di loro, Dave, che rimarrà intrappolato per quattro giorni in una polverosa cantina passando per ripetute violenze sessuali da parte dei due pervertiti sequestratori. La tragedia in modi diversi marchia l’infanzia dei tre ragazzi, infranta e cristallizzata a quel giorno come la scritta dei loro tre nomi tracciati sul marciapiede della strada una volta teatro dei loro giochi. Trent’anni dopo gli amici per la pelle di un tempo si sono persi di vista e si salutano appena le rare volte che si trovano di fronte, ma un nuovo evento criminale torna ad intrecciare tragicamente le vite di Jimmy, ex galeotto ora proprietario di un drugstore nel suo vecchio quartiere, di Sean, poliziotto della Omicidi in rotta con l’amata moglie, e di Dave, che non si è mai ripreso dal fattaccio che ha segnato la sua infanzia, ma si è sposato ed è diventato padre di un bimbo. La tragedia in questione è il brutale assassinio della diciannovenne figlia di primo letto di Jimmy: Sean è il detective incaricato di risolvere il caso, e di riuscirci prima che il devastato padre riattivi i suoi vecchi legami con la mala locale e arrivi al colpevole prima di lui per farsi giustizia sommaria. Ma il misterioso omicidio è ben più torbido delle apparenze ed anche Dave, che aveva intravisto la giovane vittima in un pub durante la sua ultima notte, sembra essere implicato in qualche modo con l’assassinio. L’imprescindibilità del caso sembra agganciare attraverso invisibili fili di necessità la tragedia di un tempo a quella attuale: tramite l’occhio immateriale della sua macchina da presa – e passando per efficaci prospettive aeree che sembrano sottolineare la sua attitudine di narratore discreto ed onnisciente – Eastwood segue le due indagini che proseguono parallele alla ricerca dell’assassino: la legge individuerà il colpevole a sorpresa, l’inchiesta privata approderà ad un tragico errore individuando un probabile reo che vari indizi sembrano inchiodare. Un thriller ombrosamente ammantato in tinte noir dotato di un grande impatto drammatico, tutto giocato sulla struttura concentrica della trama, sullo spessore dei personaggi e sulla bravura dei rispettivi interpreti: in Mystic River l’occhio del vecchio Clint li segue tutti in modo appartato ma implacabile, eclissandosi e lasciando emergere le molteplici sfaccettature di una trama all’insegna del torbido, del non detto, dell’irrisolto. Imperdibile.

Mystic River, regia di Clint Eastwood, con Sean Penn, Tim Robbins, Kevin Bacon, Laurence Fishburne, Marcia Gay Harden, Laura Linney; drammatico/thriller; Usa; 2003; C.; dur. 2h e 17'

Voto 8 

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