partner di Yahoo! Italia

Fizz - Idee e risorse per il marketing culturale !

Scanner - Cultura Opinioni Online
links redazione pubblicità info redazione@scanner.it


   


74° Berlinale
Un orso che non smette mai di cacciare
41° Torino Film Festival
Un minestrone di proposte
France Odeon 2023
XV edizione
Festa del Cinema di Roma
XVIII edizione
Venezia 80
Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica
Cannes 2023
La madrina è Chiara Mastroianni
Far East Film 25
Un festival faro per il cinema orientale in Europa
Florence Korea Film Fest
XXI edizione
73° Berlinale
Primo grande festival di inzio 2023
River to River
Florence Indian Film Festival 2022

 


Ricerca avanzata

 

 

Arte Musica Libri Cinema Live Interviste Home Vignette Gallery Hi-Tech Strips Opinioni Gusto Ospiti TV

  05/03/2024 - 06:05

 

  home>cinema > festival

Scanner - cinema
 


Cannes 2000: Passaggio ad Oriente
Cannes guarda le cinematografie esotiche
Quarta Corrispondenza dalla Croisette

 




                     di Wladimir Catanzaro


Presentazione del Festival di Cannes 2001
Panoramica di Cannes 2001
I premi di Cannes 2001
La stanza del figlio
The man who wasn't there
Shrek
Moulin Rouge
The Pledge - La promessa
Almost Blue


Cannes 2000: presentazione del festival
Cannes 2000: seconda corrispondenza
Cannes 2000: terza corrispondenza
Cannes 2000: quarta corrispondenza
Cannes 2000: la premiazione
Panoramica di Cannes 1999
Cannes 1999: la premiazione


Dopo le sorprese dell’anno scorso, nessuno si azzarda più a scommettere su che festival sarà. Anche perché ad un presidente di giuria irregolare, David Cronenberg, è subentrata una personalità ancora più irregolare, quella di Luc Besson, fresco di Giovanna d’Arco e spensierato cercatore del grandioso e dell’inedito. La Croisette si rifà il look, dopo lo strano mix tra l’austerità imposta dalla guerra nella ex-Yugolsavia e la voglia di grandeur del 1999. Le novità "estetiche" non sono molte: un nuovo spazio per il mercato del film, una sala da 300 posti dedicata a Luis Bunuel, l’adozione in tutti gli spazi dei sottotitoli elettronici, al posto delle carezzevoli signorine che sussurravano oversound i dialoghi delle pellicole. Per quanto riguarda la selezione, deciso spostamento verso le cinematografie orientali. Quelle del sud-est asiatico, più che quelle mediorientali, che avranno nella temuta (dallo spettatore…) figlia di Makhmalbaf, Samira, una eccellente rappresentante. Film cinesi, giapponesi (c’è anche il ritorno di Oshima), di Taiwan e Hong-Kong sono pronti a dare battaglia a europei e americani. Che non mancano di combattività. Attesi Lars Von Trier, con il musical Dancer in the dark (interpretato da Björk e Catherine Deneuve), e Ken Loach, migrato in America con Bread & Roses. Già tremano i polsi al pensiero delle due ore e trentacinque di Trolosa, diretto dall’attrice bergmaniana Liv Ullmann, mentre un altro svedese, Roy Andersson, torna a girare un film dopo 25 anni. Gli americani fanno scendere in campo il versante più volitivo e indipendente, mossa giustificata dalla presenza in giuria di un guru come Jonathan Demme: i Coen con un prison-movie interpretato da George Clooney (Oh Brother, Where Art Thou ?) e Neil LaBute con la commedia Nurse Betty. Fuori concorso, sbarcherà anche il blockbuster Mission to Mars di Brian De Palma, che dovrebbe ben presto ammarare anche nelle sale italiane.







Detto della nuova trasposizione letteraria di James Ivory, The Golden Bowl da Henry James con Uma Thurman e Nick Nolte, e della nuova attesissima prova del visionario Wong kar-wai, c’è da rilevare la sostanziale e ampiamente polemizzata assenza di film italiani. Il solo Calopresti, con Preferisco il rumore del mare, ha guadagnato la corsia laterale di Un certain regard. Su questo potrebbero essere fatti molti discorsi, e molte speciose misurazioni: valgono più Amos Kollek e James Gray, o Ricky Tognazzi e Sergio Rubini, e avanti di questo passo. Il problema si è che il cinema italiano ha perduto qualsiasi prestigio e potere contrattuale all’estero. I registi che negli ultimi anni hanno avuto un qualche successo a Cannes, hanno goduto di un credito personale. Sono finiti i tempi dei Taviani, cui Rossellini presidente di giuria faceva vincere la Palma d’Oro per Padre padrone. Questo potere, che è anche una questione di qualità, abita altrove, là donde faremmo meglio ad imparare, piuttosto che a criticare sempre e sterilmente. Cannes ricorderà il maestro Bresson, ospiterà Gregory Peck e Sean Penn, farà dare il calcio d’inizio a Jean-Luc Godard. Dal 10 al 21 maggio tutto si illuminerà dei soliti fasti, con la solita ressa, le solite lamentele per i prezzi alti, le solite corse ai party e alle conferenze stampa, il solito mal di collo che assale tutti al momento della ripartenza. Scanner seguirà la kermesse con la solita dovizia: due inviati, e una full coverage completa sulle pagine di Yahoo!.

Voto 7 

        Invia Ad Un Amico

© Copyright 1995 - 2010 Scanner