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  16/06/2024 - 10:15

 

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Cannes 2000: Oh, mondo crudele!
Lars von Trier - Wong Kar-Wai - Neil Labute
Seconda corrispondenza dalla Croisette

 




                     di Wladimir Catanzaro


Presentazione del Festival di Cannes 2001
Panoramica di Cannes 2001
I premi di Cannes 2001
La stanza del figlio
The man who wasn't there
Shrek
Moulin Rouge
The Pledge - La promessa
Almost Blue


Cannes 2000: presentazione del festival
Cannes 2000: seconda corrispondenza
Cannes 2000: terza corrispondenza
Cannes 2000: quarta corrispondenza
Cannes 2000: la premiazione
Panoramica di Cannes 1999
Cannes 1999: la premiazione


Forti competitori, al Festival di Cannes che va ad iniziarsi il prossimo mercoledì 10 maggio. Tra i registi più attesi, due dei più grandi visionari che il cinema moderno abbia regalato. Dopo aver sollazzato le platee con le sue invenzioni dogmatiche, Lars Von Trier sembra voler confermare il suo ruolo di eterno giullare dell’immagine, destinato a stupire sempre e comunque. Il suo Dancer In The Dark, fin dalla citazione sprignsteeniana, è un musical in piena regola, ambientato nell’America degli anni Sessanta. Nella quale un’immigrata ceca sta per diventare anche cieca, insieme al figlioletto, cui almeno vuole assicurare la possibilità di un’operazione. Dolore, disperazione, solitudine e povertà in questo melodramma della diversità pieno di citazioni dei musical anni Trenta. Un destino in pieno recupero, quello del film musicale, visto che dopo il para-shakespeariano Pene d’amor perdute, di Kenneth Branagh, dovremo aspettarci a breve Moulin Rouge, dello specialista Baz Luhrmann con Ewan McGregor e Nicole Kidman. Von Trier sceglie i suoi attori in base al cuore, e all’esperienza. Ecco nei panni della protagonista l’elettroascetica Björk, coadiuvata dall’icona Deneuve e dal grandissimo Peter Stormare.
In quanto a melodramma, Wong kar-wai ha pochissimo da imparare. Così il suo ritorno con Untitled, dopo il focoso Happy togheter, dramma nero di amore e gelosia, orchestrato come un quartetto nella torbida Hong Kong del 1962, muove più di un fremito. Anche per gli attori-feticcio Maggie Cheung e Tony Leung, e per la fotografia ipercolorata del genialissimo Christopher Doyle.renèe zellweger in nurse betty di neil labute
A questi due sguardi folgorati si aggiunge quello caustico di Neil LaBute, alle prese come di consueto con la sua commedia al fulmicotone. Nurse Betty è la storia di una cameriera che sogna le soap-operas. Quando il marito rimane ucciso, parte alla volta di Los Angeles per incontrare il suo mito, che interpreta (e come poteva essere diversamente) il ruolo di un dottore. C’è Renée Zellweger, ed è già un buon motivo per sintonizzarsi sulla Croisette: la rivedremo presto anche in Me, Myself and Irene, il nuovo film dei fratelli Farrelly (quelli di Tutti pazzi per Mary) accanto a uno strepitoso e duplice Jim Carrey. Oltre a Morgan Freeman, in Nurse Betty c’è da notare anche Aaron Eckhart, con LaBute sino da Nella società degli uomini.

Voto 7 

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