"In questi anni il Festival ha portato a Firenze e in Toscana centinaia di film accompagnati da registi, attori e produttori, con lo scopo di costruire un ponte culturale tra India e Italia attraverso le arti visive, soprattutto il cinema – afferma la direttrice del River to River Festival, Selvaggia Velo -. Ogni edizione è stata un capitolo unico e speciale, che è servito a costruire un tassello di questo percorso iniziato nell’ottobre del 2001 al teatro del Rondò di Bacco di Palazzo Pitti".
Firenze torna a riflettere sulla vitalità del cinema indiano contemporaneo. Festeggia i 25 anni con sei giorni di cinema il River to River Florence Indian Film Festival, l'unico festival in Italia interamente dedicato alla cinematografia e alla cultura del subcontinente indiano, che dal 5 al 10 dicembre 2025 si tiene al Cinema La Compagnia di Firenze e in altri spazi della città.
La manifestazione, diretta da Selvaggia Velo propone anche quest’anno anteprime europee e italiane, ospiti internazionali, incontri tematici, cooking show e una mostra fotografica. Fari puntati sul cinema indiano, con la proiezione a Firenze di oltre venti opere, tra lungometraggi, documentari, cortometraggi e web serie, molte delle quali firmate da registe donne.
“Questa edizione speciale non è soltanto un traguardo, ma un nuovo punto di partenza – dice Cristina Manetti, assessora alla cultura della Regione Toscana -. Attraverso cinema, incontri, arte e contaminazioni creative il festival ci invita ad allargare lo sguardo su mondi straordinari attingendo a vari argomenti fra cui anche le questioni di genere. La Regione Toscana sostiene con convinzione questa manifestazione perché rappresenta un esempio luminoso di come la cultura sappia generare dialogo, innovazione e futuro. River to River ci ricorda che le storie, quando vengono condivise, uniscono le comunità e costruiscono un patrimonio comune”.
Tra gli ospiti di quest’anno segnaliamo la presenza di Rahul Bose, considerato lo Sean Penn d’Oriente. L’attore sarà al festival a presentare la prima italiana del thriller “Berlin di Atul Sabharwal, di cui è protagonista (lunedì 8 dicembre, alle 20,30). Sul red carpet anche l’acclamato regista campione di incassi Anurag Basu, a Firenze per inaugurare il festival con la prima italiana della commedia Metro in Dino (venerdì 5 dicembre, alle 20,30).
Da non perdere la prima europea di Humans in the Loop di Aranya Sahay (sabato 6 dicembre, ore 17) ispirato a un articolo della giornalista indo - americana Karishma Mehrotra, uscito sulla rivista FiftyTwo, sul contributo delle donne dei villaggi rurali nell’ambito dell’IA in India. La proiezione di chiusura, mercoledì 10 dicembre alle 20.30, celebra invece il trentennale della storia d’amore più famosa di Bollywood che ha ridefinito il genere del romance. Stiamo parlando di Dilwale Dulhania Le Jayenge (1995) di Aditya Chopra, considerato uno dei film più iconici e influenti della storia del cinema indiano. Acclamato dal grande pubblico internazionale e conosciuto anche con la sigla “DDLJ”, è l’unico film ancora presente nella programmazione del cinema Maratha Mandir di Mumbai, sala famosa per aver proiettato la pellicola per un periodo record di 1009 settimane dal 1995 al 2015. Il film ha influenzato due generazioni di spettatori e registi, consacrando gli attori Shah Rukh Khan e Kajol grandi divi di Bollywood. Il festival si conferma poi ponte virtuale tra l’Arno e il Gange, inaugurando in questa sua XXV edizione la sezione “Fiume”, dedicata a capolavori del cinema che esplorano il simbolismo dei fiumi nella cultura indiana, con film come “Le Fleuve” di Jean Renoir e “Il Fiume Subarna” di Ritwik Ghatak.
Tra gli altri eventi segnaliamo che, in Palazzo Vecchio si tiene la mostra “India Calling. Appunti visivi sull’India a Firenze”, organizzata da Accademia Italiana per il festival, in collaborazione con il Comune di Firenze. Un percorso visivo e multimediale con 30 opere in esposizione.
Voto
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