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  19/06/2018 - 08:31

 

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Carlo Lucarelli
Laura di Rimini
Torino, Einaudi, 2001; pp. 85
Un racconto lungo (o romanzo breve) dal miglior giallista italiano

 




                     di Paolo Boschi


La faccia nascosta della luna
L'ottava vibrazione
Laura da Rimini
Lupo Mannaro
Un giorno dopo l'altro
L'isola dell'angelo caduto
Autosole
Il giorno del lupo
Compagni di sangue
Almost Blue - Il film
Almost Blue - Il romanzo


Circola aria di esami universitari nell'avvio di Laura di Rimini, l'ultimo romanzo breve (o racconto lungo) di Carlo Lucarelli, già uscito in una precedente versione su "Diario": avvertiamo il nervosismo della Laura del titolo, riminese, figlia di albergatori, che si mordicchia l'interno della guancia, affiancata dalle amiche Anna di Pesaro e Paola di Ferrara, perse nelle classiche domande dell'ultimo minuto prima dell'esame di Italiano II, Lettere Moderne, corso monografico della Prof.ssa Creberghi sulla Scapigliatura Milanese, misteriosamente uccisa due giorni prima. Intanto tre malviventi con addosso le maschere di Zio Paperone, Minnie e Topolino, irrompono nell'appartamento delle tre amiche, vi trovano la quarta e la costringono a rivelare dove troveranno Laura, che nel frattempo ha felicemente concluso con un trenta e lode il suo esame e si avvia a tornare a Rimini. La casa di Laura è controllata telefonicamente, i tre criminali disneyani si imbattono in lei proprio mentre due poliziotti corrotti la stanno inseguendo: nella carneficina generalizzata che segue chi resta illesa è proprio lei, aiutata in corner da uno sconosciuto (il suo controllore), che le svela che il proprio padrone, il mafioso russo Grigorij, vuole riavere i quaranta etti di cocaina nascosti nel suo zainetto nero, scambiato per caso dalla ragazza in casa della professoressa Creberghi. A Laura non piacciono i gialli, ma si ritrova dentro un giallo in piena regola, maledettamente complicato ed aperto a tutte le possibili contaminazioni, dove non le mancherà d'incontrare neanche il maniaco omicida che ha innescato la storia. Verrebbe da chiedersi cosa aggiunga Laura di Rimini alla carriera del nostro autore: questa rielaborazione di racconto lungo (o romanzo breve) apparso a puntate su "Diario" fondamentalmente conferma che Lucarelli ha una padronanza pressoché assoluta del genere giallo, al punto che nel breve volgere di poco più di un'ottantatina di pagine l'introspezione dei caratteri è svolta per accenni magari scarni in apparenza, ma che offrono nel complesso una sfaccettatura a 360° dei vari personaggi. Risulta composita ed avvincente anche l'intricata girandola di sfumature narrative impiegate nella strutturazione della storia: succosi momenti pulp cesellati con furbizia, attimi di noir solo accennati, molte sorprese e nel mezzo il caso, che pare dominare lo sviluppo della trama dall'inizio alla fine. C'è Laura di Rimini, classica studentessa universitaria brava ed anche un po' ciellina, descritta con la caratterizzazione toponomastica come di frequente accade all'università: una tipa "alta, mora, carina, fighettina" che in neanche cinque settimane col suo zainetto carico di droga in spalla passa indenne in mezzo a delinquenti appassionati di fumetti Disney, a mafiosi russi e poliziotti corrotti, ed ovviamente diventa una persona capace di prendere la vita in modo più svagato e casual. Non siamo certamente ai livelli di Almost Blue né all'apice raggiunto in Un giorno dopo l'altro, ma Laura di Rimini mantiene tutte le (lecite) aspettative indotte dalla bravura, ormai accertata anche a livello internazionale, del nostro giovane giallista preferito, uno che il colore giallo deve avercelo inciso a caratteri cubitali nel suo Dna letterario. E diciamo anche che nella sua ultima prova la suspense è inoculata nella trama per come la trama stessa è costruita, ovvero in modo apparentemente casuale, che sembra casuale ma è invece cesellata al millimetro. Scusate se è poco...

Carlo Lucarelli, Laura di Rimini, Torino, Einaudi, 2001; pp. 85

Voto 7½ 

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