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  22/09/2018 - 20:55

 

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Carlo Lucarelli
Lupo mannaro
Torino, Einaudi, 2001; pp. 86
L'atto primo della serie Grazia Negro

 




                     di Paolo Boschi


La faccia nascosta della luna
L'ottava vibrazione
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Lupo Mannaro
Un giorno dopo l'altro
L'isola dell'angelo caduto
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Il giorno del lupo
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Almost Blue - Il film
Almost Blue - Il romanzo


Torna nello "Stile libero noir" dell'Einaudi Lupo mannaro, un romanzo breve di Carlo Lucarelli già edito nel 1994 per i tipi della Theoria: il primo della trilogia fondata sui killers (seriali e non), continuata con la camaleontica iguana di Almost Blue ed il letale pitbull, l'assassino professionista di Un giorno dopo l'altro. Trait d'union dei tre romanzi, oltre ai caratteristi specializzati nell'omicidio, è il personaggio di Grazia Negro, qui relegata al ruolo di assistente del commissario Romeo, il vero (controverso) protagonista della storia, affetto da una rarissima forma d'insonnia che potrebbe avere risvolti mortali, o forse soltanto un perdente ossessivamente nevrotico, separato in casa e con un impresentabile passato da militante di sinistra. Anche stavolta c'è un Leitmotiv musicale ad inframezzare le investigazioni oniriche dell'inquirente, nel caso specifico addirittura due: Ascenseur pour l'échafaud e, in particolare, Generique, entrambe di Miles Davis. La nemesi del commissario Romeo è il cosiddetto lupo mannaro, un serial killer della Via Emilia che prima soffoca le sue vittime, tutte giovani tossiche che si prostituiscono per la dose, quindi le sbrana a morsi e le lascia senza vita in posti appartati. Un improbabile testimone ha però annotato mentalmente la targa della lussuosa automobile che si è allontano dal luogo del delitto: inaffidabile perché clandestino senza fissa dimora, credibile perché nel Senegal faceva l'ingegnere. Dandogli credito Romeo focalizza l'assassino in una delle figure più rispettabili di Bologna e dintorni: l'ingegner Velasco, irreprensibile padre di famiglia, stimato professionista ma anche serial killer part time, per giunta imprendibile perché non vincolato ai due punti deboli degli assassini seriali. Non ha problemi per sbarazzarsi dei corpi perché ha scelto una tipologia di vittime ai margini della società, inoltre è privo di sensi di colpa: adora uccidere come terapia antistress e non ha la minima intenzione di farsi prendere, è addirittura tanto sicuro della sua impunità da confessarsi apertamente ad un allibito Romeo che, stremato da una malattia che lo condanna a vivere sospeso tra sonno ed insonnia, si sforzerà di fermare lo spietato antagonista. Lupo mannaro è un noir che tratteggia in modo scarno ma efficace un ritratto dei controversi anni Novanta, simboleggiati dalla guerra a distanza tra un atipico buono ed un rispettabile cattivo, in una storia dalla prospettiva talvolta rovesciata, dove gli estremi spesso vanno a combaciare e l'happy ending sembra un optional difficile da raggiungere.

Carlo Lucarelli, Lupo mannaro, Torino, Einaudi, 2001; pp. 86

Voto 7 

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