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  30/06/2022 - 02:25

 

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Happy Family
Regia di Gabriele Salvatores
Cast: Fabio De Luigi, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Diego Abatantuono, Carla Signoris, Valeria Bilello, Gianmaria Biancuzzi, Alice Croci, Sandra Milo; commedia; Italia; 2010; C.

 




                     di Paolo Boschi & Hans Honnacker


Nirvana
Denti
Amnèsia
Io non ho paura
Quo vadis, baby?
Come Dio comanda
Happy family
Mediterraneo


Nella sua ultima fatica dietro la macchina da presa, con cui Gabriele Salvatores torna alla commedia, dopo film drammatici quali Io non ho paura e Come Dio comanda, accade che due famiglie incrocino i rispettivi destini a causa dei figli adolescenti, Marta e Filippo, decisi a sposarsi con l’ostinazione dei loro sedici anni. È l’idea al centro di Happy Family, tratto dall’omonima commedia di Alessandro Genovesi, qui co-sceneggiatore insieme al regista premio Oscar per Mediterraneo. Le due famiglie hanno in comune solo il fatto di vivere entrambe in una Milano fotografa in modo talvolta un po’ surreale, ma per il resto sono davvero molto diverse, una ricca e borghese, l'altra "alternativa" e sopra le righe. La prima è costituita dall’avvocato Vincenzo (uno strepitoso Fabrizio Bentivoglio) e la sua  (seconda) gentil consorte Anna (un’impareggiabile Margherita Buy), che abitano in un sontuoso attico che appartiene da generazioni alla famiglia di Vincenzo. Nell'altra famiglia troviamo invece un papà ex-sessantottino (un esuberante Diego Abatantuono), fumatore accanito di marijuana nonché inguaribile sognatore che, dopo aver cambiato tanti lavori nella sua vita, ha deciso sostanzialmente di sprofondare nella comodità del divano domestico, ed una mamma (una esilarante Carla Signoris), frustrata nell'amore e nel lavoro, alle prese con una figlia adolescente ribelle, Marta, con cui non è mai d’accordo su nulla e che stenta a comprendere. La prima famiglia si completa con Caterina, la figlia di primo letto di Vincenzo, eccellente pianista, e Anna, l’anziana (e svitata) madre di Vincenzo con la sfrenata passione per la cucina (soprattutto per i più arditi accostamenti concepibili). Il bello è che quando Marta decide di non sposare più Filippo, l’improbabile legame ormai instauratosi tra le loro famiglie resta in piedi. Scopriremo i molteplici intrecci di Happy Family dalla prospettiva privilegiata di Ezio, trentottenne aspirante sceneggiatore (un sorprendente Fabio De Luigi), ben deciso a scrivere un film d’autore ma capace d’incassare un bel po’, che si ritrova catapultato in siffatto microcosmo a causa di un banale incidente stradale. L'aspirante autore dialoga con i suoi otto personaggi, tutti frutto della sua fantasia, attraverso e fuori il suo portatile, sul quale sta scrivendo la sceneggiatura. Questi, con esplicito riferimento ai Sei personaggi in cerca di un autore di Pirandello, pretendono da lui una maggiore rifinitura dei loro caratteri e una trama ben definita con un finale non aperto. Il pubblico che va al cinema odia i finali aperti, protestano fermamente in una scena memorabile del film, quando lo sceneggiatore prova a lasciare a metà la storia, spegnendo il computer. Caterina ad esempio, a cui l'autore aveva promesso di essere la protagonista del film, si vuole innamorare, mentre il di lei padre Vincenzo, che ha scoperto di essere malato di cancro, "naturalmente maligno" come precisa talvolta, vuol sapere se alla fine morirà, dichiarandosi comunque disponibile a guarire, e così via.  Una bella storia sulla paura di essere felici, ravvivata da una magnifica colonna sonora composta dalle canzoni di Simon & Garfunkel ed interpretata da due variopinte famiglie ‘normali’, in costante cambiamento ed in equilibrio precario, come molte altre dei bui tempi che corrono. Lo stesso Salvatores ha chiesto i diritti delle canzoni del celebre duo a Paul Simon, il quale è stato ben lieto di concederli, visto che così la sua musica sarebbe diventata la colonna sonora di un film per la seconda volta dopo Il laureato – ma le citazioni filmiche si sprecano, a voler considerare anche il notturno di Chopin già Leitmotiv de Il pianista o lo struggente finale consolatorio che ricorda non poco quello de Le invasioni barbariche di Denys Arcand –. Insomma, una commedia esilarante e delicata allo stesso tempo, capace di  raccontare la vita come se fosse un film oppure un film che racconta la vita come se fosse una commedia, dipende dal punto di vista, con la differenza, come diceva Groucho Marx, che nella vita non c'è trama...

Happy Family, regia di Gabriele Salvatores, con Fabio De Luigi, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Diego Abatantuono, Carla Signoris, Valeria Bilello, Gianmaria Biancuzzi, Alice Croci, Sandra Milo; commedia; Italia; 2010; C.; dur. 90’

Voto 7/8 

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