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  14/08/2022 - 00:31

 

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Gli amici del bar Margherita
Regia di Pupi Avati
Cast: Diego Abatantuono, Luigi Lo Cascio, Laura Chiatti, Neri Marcoré, Luisa Ranieri, Fabio De Luigi, Katia Ricciarelli, Pierpaolo Zizzi, Gianni Ippoliti, Cesare Cremonini, Gianni Cavina; commedia; Italia; 2009; C.

 




                     di Paolo Boschi


Il cuore altrove
Ma quando arrivano le ragazze?
La seconda notte di nozze
La cena per farli conoscere
Il nascondiglio
Gli amici del Bar Margherita
Il figlio più piccolo
Una sconfinata giovinezza
Il cuore grande delle ragazze


Il cinema di Pupi Avati, almeno nei suoi episodi migliori, è come un vecchio amico di famiglia che, periodicamente, torna a bussare alla tua porta e ti fa tornare ai bei tempi andati, immergendoti letteralmente nel passato, dentro storie, personaggi, situazioni. Non fa eccezione da questo punto di vista neppure la sua ultima fatica, peraltro di taglio autobiografico, che è un vero e proprio tuffo nei ricordi d’adolescenza del regista, all’interno del variopinto universo della Bologna degli anni Cinquanta. La prospettiva scelta da Pupi Avati per raccontarci le molteplici storie al centro del film è quella di Taddeo, il diciottenne alter ego del regista: siamo nel 1954 e tutto ciò che il ragazzo desidera è entrare nell’assortita cerchia degli avventori del bar Margherita, mitico locale che si trova a pochi passi da casa sua, frequentato soprattutto da un’assortita fauna maschile che ogni sera si riunisce per discutere di scherzi, di donne, di calcio e di molte altre cose. L’incisivo viatico per addentrarci all’interno del leggendario ritrovo è appunto una sorta di decalogo delle regole da rispettare per essere accolti nel ristretto club, come l’assoluta proibizione di portarvi familiari o la fede totale nel Bologna pallonaro. Taddeo riesce ad entrarvi proponendosi come autista del carismatico e misterioso Al, uno che “nel suo piccolo” riesce sempre ad esaltare le peculiarità del prossimo, uno che pensa che la parte migliore del matrimonio sia il divorzio, uno che ama passare a salutare le sue conoscenze femminili al night, per poi chiudere la serata scroccando al suo giovane autista lasagnette e giornale alla stazione a tarda notte, uno che è un vero personaggio, insomma. Attraverso la prospettiva del ragazzo, che tutti chiamano genericamente “Coso”, conosciamo così una vera schiera di mirabili personaggi destinati a restare incisi indelebilmente nella sua memoria: come Gian, antennista aspirante cantante di dubbio talento che finirà vittima di un’atroce beffa che lo condurrà al festival di Sanremo, o Bep, fidanzato per forza d’inerzia di una tipa qualunque e poi innamorato senza rimedio della bella entraîneuse Marcella (ingaggiata da Al per impedirgli di fare un madornale sbaglio coniugale), oppure lo schizzato ladruncolo Manuele, sedicente erotomane che ordina per corrispondenza gli occhiali a vista K per poter intravedere le sinuose forme femminili nascoste dai vestiti, o il bizzarro ballerino Sarti, perennemente vestito in smoking, che sopravvive vendendo capi di dubbia qualità ad ingenui religiosi. Resta da segnalare anche l’impagabile nonno del buon “Coso”, barbiere in pensione che trova il modo di dilapidare i suoi risparmi ed i gioielli della defunta consorte per prendere lezioni di piano da una procace insegnante di musica partenopea. Tutto molto narrativo, delicato, struggente, intrigante, nostalgico: Pupi Avati tratteggia il mondo della sua giovinezza, un mondo che non c’è più ma che persiste nel ricordo: talvolta si ride di cuore e spesso si sorride amaramente sullo sfondo di un’Italia nell’epoca precedente al boom economico, dove cominciano a circolare le utilitarie ed a risuonare le prime canzoni sanremesi. Nell’assortito cast tutti recitano di mestiere, Lo Cascio con particolare trasporto, Abatantuono con simpatica sbruffoneria. Colonna sonora DOC di Lucio Dalla. Non indispensabile ma delizioso. Da vedere.

Gli amici del bar Margherita, regia di Pupi Avati, con Diego Abatantuono, Luigi Lo Cascio, Laura Chiatti, Neri Marcoré, Luisa Ranieri, Fabio De Luigi, Katia Ricciarelli, Pierpaolo Zizzi, Gianni Ippoliti, Cesare Cremonini, Gianni Cavina; commedia; Italia; 2009; C.; dur. 1h e 30’

Voto 7½ 

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