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  17/12/2017 - 09:01

 

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Scanner - musica
 


The Beatles
1
[Emi 2000]
La celebrazione discografica del mito musicale del secolo, ma ai 27 numeri uno dei Beatles manca comunque all'appello qualche capolavoro

 




                     di Paolo Boschi


1
Yellow Submarine Songtrack
The Beatles Anthology
Beatles conro Rolling Stones
Paul McCartney. Many years from now
Flaming Pie
Run Devil Run
Driving Rain


Con la pubblicazione di 1, album antologico che raccoglie i 27 singoli dei Beatles finiti al numero uno, il mito musicale del ventesimo secolo si autocelebra giusto all'alba del terzo millennio. Verrebbe da chiedersi se ce n'era bisogno, e la risposta è affermativa: c'è sempre bisogno di buona musica, e quella dei Beatles è superlativa, senza eguali, un vero classico e dunque, parafrasando Calvino, un disco che non finisce mai di dire ciò che ha da dire. E nel caso dei Fab Four entrano in gioco anche le emozioni, le rivoluzioni interiori, il genio, l'alchimia di un gruppo che quasi per magia, quasi istintivamente, è riuscito con estrema semplicità a creare capolavori a getto continuo in soli otto anni di vita, in grado di cambiare per sempre il mondo della musica leggera: di elevare ai cieli empirei la categoria del pop dal 1962 al 1970. Chissà, forse i Beatles sono diventati una leggenda anche per questo: lo scioglimento è arrivato all'apice creativo della band, forse non avrebbero potuto fare di meglio, anche se non lo sapremo mai. Ad amplificare il mito ha poi contribuito indirettamente anche la morte di John Lennon, ucciso da uno squilibrato nel 1980 sotto il Dakota Building in Central Park, a New York, dove aveva stabilito la sua residenza insieme a Yoko Ono, a giudizio di molti la goccia giapponese che ha fatto traboccare il magnifico acquario dei quattro di Liverpool, e per sempre, con buona pace dello sterminata popolazione di fans. Di una clamorosa reunion dei tre scarafaggi superstiti si è cominciato a parlare dal 1970, ma per farli suonare non è bastata nemmeno un'offerta di 110 milioni di dollari nel 1996. Ma nel 2000, capitanati dalla vocazione strategica di Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison hanno riformato il gruppo (superstite) a tavolino per riscrivere la loro storia della band più famosa della storia, anche se John non potrà confermarci che si tratta di tutta la verità: il tutto è confluito nella monumentale Anthology, a tutt'oggi unica biografia del gruppo autorizzata dai Beatles, compresa Yoko Ono in qualità di erede di Lennon. E perché non fare uscire nel contempo anche uno splendido album antologico ed un caleidoscopico sito Internet a tempo determinato per lanciarlo, naturalmente l'unico ufficiale nella miriade di siti beatlesiani del Web? Già, perché no? E, tanto per essere originali, perché non presentare i mitici 27 numeri uno messi a segno dal gruppo tra il 1963 ed il 1970, ed in un solo Cd di oltre 79 minuti, intitolato 1 per giunta? Parrebbe roba mai vista, anche se per realizzare il progetto è bastato estrapolare i 27 brani dalle due notevoli doppie antologie del 1973, comunemente note come la "rossa" e la "blu" dagli amanti dei Beatles e comprimerli in un unico storico Cd (l'album è uscito anche su cassetta e album doppio in vinile). Naturalmente la risposta massiccia del pubblico è stata immediata e dirompente: i discografici saranno felici, le taste di collezionisti ed appassionati meno, ma chi ha mai visto un album che presenta in serrata successione pezzi come She loves you, A hard day's night, Day tripper, Help!, Yesterday, Penny Lane, All you need is love, Lady Madonna, Hey Jude, Get back, Something, Come together, Let it be? Nessuno, è chiaro, anche perché nessun gruppo di esseri umani, per quanto geniali e talentuosi, avrebbe potuto creare 13 album e oltre 200 canzoni di questo livello ed in soli otto anni - il ricco repertorio degli scarafaggi conta appunto 186 brani originali e 25 covers, ma quelli davvero notevoli corrispondono ad un quarto circa della loro produzione -. Il taglio numerico intriga ma, nonostante la tracklist sia stata basata sulle classifiche americane ed inglesi, non si capisce come non siano state inserite anche Rain - dal 45 giri a doppio A-side con Paperback writer, inclusa - o Strawberry fields forever - nell'irripetibile 45 giri a doppio A-side con Penny Lane -. Il taglio di 1 tiene inoltre fuori anche parecchi altri pezzi prototipici delle alchimie beatlesiane, come Sgt. Pepper and Lonely Heart Club Band, Drive my car, Michelle, Norwegian wood (this bird has flow), Nowhere man, Girl, Lucy in the sky with diamonds, A day in the life, I am a walrus, Back in the USSR, The fool on the hill, In my life o la spettacolare performance live di Hey bulldog, giusto per citare qualche titolo dal ricco repertorio dei Fab Four. Nonostante le perplessità commerciali dell'operazione c'è da dire che si tratta pur sempre di un album con 27 hits dei Beatles, e dunque di livello non soltanto assoluto, ma totale-epico-mitico, cui si aggiunge un booklet con le storiche foto di Richard Avedon che tanto intrigherà appassionati e neofiti. Sotto il profilo artistico è innegabile che un best of di questa portata presenta tout court il meglio della musica del Novecento e che (altro pregio indiretto) potrebbe perfino togliere il record mondiale a Thriller di Michael Jackson (40 milioni di copie vendute), ristabilendo così davanti al pianeta una gerarchia di buon gusto anche a livello commerciale. Una splendida raccolta di cui nessuno avvertiva il bisogno ma di cui nessuno vorrà fare a meno: let it be...

The Beatles, 1 [Emi 2000]

Voto 8 

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