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  20/11/2017 - 11:08

 

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Patti Smith
Banga
Il disco più bello realizzato dalla cantautrice americana nella seconda parte della sua carriera vede anche la collaborazione della band aretina Casa del Vento
[Sony 2012]

 




                     di Paolo Boschi


Nativa di Chicago, classe 1946, Patti Smith è stata una poetessa di rara sensibilità, una figura di primo piano del rock d'autore dagli anni Settanta, la gran sacerdotessa della new wave, l’interprete del brano cult Because the night (scritto con Bruce Springsteen), una madre disposta ad abbandonare le scene al culmine della fama per seguire i figli e quindi pronta a tornarvi nel 1988, per restarci anche dopo due tragedie familiari. Dal rientro in palcoscenico la Smith non ha smesso di darsi da fare ma forse è proprio Banga il disco più bello realizzato dalla cantautrice americana nella seconda parte della sua carriera: si tratta di un album d'altri tempi, frutto d'una gestazione lunghissima e dell'insostituibile apporto del fido Lenny Kaye, che la segue ormai da decenni. Si tratta peraltro di un disco nato per larga parte in Italia e parzialmente inciso addirittura nella provincia d'Arezzo con la collaborazione della Casa del Vento, band aretina che ha supportato l’artista americana in Seneca e nella magnifica Costantine's Dream, una suite di oltre dieci minuti ispirata dalla visione dell’omonimo affresco di Pier Della Francesca nella basilica di San Francesco ad Arezzo. Le dodici tracce di Banga sono in effetti ricche di dediche e suggestioni: il disco parte dinamicamente con Amerigo, dedicata a Vespucci, e si chiude con una cover di After the gold rush di Neil Young; in mezzo assortisce This is the girl, un requiem per la compianta collega Amy Winehouse, Maria, dedicata a Maria Schneider, celebre protagonista di Ultimo tango a Parigi, quindi Nine, che nasce come regalo di compleanno per l’amico attore Johnny Depp, e, volendo, potremmo considerare nella categoria anche la dirompente Fuji-san, dedicata al recente disastro nucleare in Giappone. E sorprende anche l'energia che traspare da una traccia all'altra, dall'ombrosa title track all'epico folk di Mosaic, dall'insostenibile malinconia di April fool all'esotica alchimia di Tarkovsky (dedicata al regista russo), fino alle sognanti atmosfere di Seneca. Un grande album.  

Patti Smith, Banga [Sony 2012]

Voto 8 + 

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