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  20/11/2017 - 11:07

 

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Anna Calvi
Anna Calvi
Il fascino sferzante del rock noir d’autore
Domino, 2011

 




                     di Giovanni Ballerini


La BBC l’ha inserita nell’ambita lista “Sounds of 2011”, la classifica dedicata ai migliori nomi emergenti che potrebbero sfondare nel 2012, Brian Eno l’ha definita “La cosa migliore dai tempi di Patti Smith”. Nick Cave, Arctic Monkeys e Interpol l’hanno voluta come supporter per le loro date europee, i suoi concerti italiani hanno convinto il pubblico che si tratta di un talento vero, di un’artista dal grande temperamento, con una voce da brividi e capace di live set passionali. Stiamo parlando di Anna Calvi è la nuova musa del rock UK. Classe 1982, padre italiano, Anna Calvi ha iniziato a studiare musica a diciassette anni. In precedenza è stata cantante e chitarrista dei londinesi Cheap Hotel. La Cantante e compositrice, che ha il padre italiano, ha una fortissima personalità e grazie al suo stile e alla sua grinta, è stata spesso paragonata a Pj Harvey e Siouxsie, anche se lei ha dichiarato di ispirarsi alle voci di Nina Simone, Maria Callas e Scott Walker, alle chitarre di Django Rheinhard e Robert Johnson, oltre che al classico romanticismo di Ravel e Debussy e alla creatività libera di Jimi Hendrix e di Captain Beefheart.
A rivelare la passionalità di questa nuova icona del rock d’Oltremanica è stato il primo singolo Jezabel, cover di un brano degli anni Cinquanta reso celebre dall'interpretazione di Edith Piaf, che è rimbalzato sul web, creando stupore e interesse verso questa originale rocker. Sull’onda del clamore delsecondo singolo, Moulinette, è arrivato l'ottimo album d'esordio, che si chiama come lei, è stato registrato tra Londra e la Francia e ha movimentato le classifiche europee. Fra ballate e brani più movimentati, Anna si rivela una suadente e grintosa cantante – chitarrista, un’illuminata riot rock girl capace di sferzare il panorama musicale attuale con estro trasversale, obliquo e un fascino da femme fatale. Non è solo il rossetto rosso sulle labbra o il suo look a darci questa impressione (Anna veste in modo classico, ma con piglio deciso), ma l’atmosfera che crea in ogni set, in ogni traccia discografica. Ne sono prova i dieci brani di questo intenso “Anna Calvi”, prodotto da Rob Ellis (che ha collaborato in passato con PJ Harvey, Marianne Faithfull, Nick Cave, ma anche con i Marlene Kuntz), mettono in risalto una vocalità decisa e profonda, ma anche ricca di charme. Il risultato è un rock scuro, morbido e granitico al tempo spesso, ricco di spunti punk, di impennate blues rock, di interludi di un flamenco contemporaneo e di atmosfere piacevolmente retrò. Un sound dark e romantic, che si avvantaggia di atmosfere noir e grinta ribelle: Anna quando suona sembra una diva rock di altri tempi, un’eroina maledetta e seducente che ti fulmina con uno sguardo e, quando canta, muove con decisione le sue labbra rosse per dare nuova vita a uno sferzante punk rock dei giorni nostri.

Voto 9 

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