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  26/02/2020 - 20:17

 

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Georg Diez
Beatles contro Rolling Stones
Milano, Feltrinelli, 2001; pp. 159
I due gruppi che hanno cambiato musica e cultura del '900 a confronto

 




                     di Paolo Boschi


1
Yellow Submarine Songtrack
The Beatles Anthology
Beatles conro Rolling Stones
Paul McCartney. Many years from now
Flaming Pie
Run Devil Run
Driving Rain


Georg Diez, giornalista della "Suddeutschen Zeitung", con Beatles contro Rolling Stones di passa in rassegna le due cult bands che cambiarono il mondo nei favolosi anni Sessanta: si parte dalla classica contrapposizione tra i Beatles onorati con lo MBE dalla Regina, educati, simpatici ed (apparentemente) conformisti, contro gli Stones, più brutti, sporchi e cattivi ma allo stesso tempo più gruppo da esibizione live, forse anche più artistici in senso lato. In realtà sia i Beatles (prima) che gli Stones (poco dopo) sintetizzarono in modo originale la musica proveniente dall'America per poi conquistare l'Inghilterra, gli States, il mondo: entrambi i gruppi utilizzarono creativamente (e non solo) le droghe, condivisero ambienti ed interessi artistici, fu Harrison a contattare la Decca per il primo provino degli Stones, ed i Beatles offrirono ai rivali in fieri il primo singolo. Il libro di Diez, a mezzo tra il saggio e la biografia incrociata, presenta un buon numero di aneddoti riguardanti i due gruppi, a partire dai rispettivi nomi: pare che Beatles fu la correzione in chiave beat da parte di John Lennon al suggerimento (Beetles) dell'amico Stu Sutcliffe, mentre fu Brian Jones ad inventarsi in tutta fretta il nome Rolling Stones per un annuncio telefonico, dato che accanto aveva solo una raccolta di Muddy Waters ed il primo brano della tracklist era appunto Rollin' Stone Blues. Curiosamente entrambi gli inventori morirono precocemente: Jones si suicidò in circostanze poco chiare nel 1969, mentre Lennon finì ucciso ai piedi del Dakota Building da un fan impazzito nel 1980. Fatto sta che non c'è dubbio alcuno che Beatles e Stones abbiano costituito parte integrante (memorabile) della musica pop dagli anni Sessanta ad oggi: lo testimonia il fatto che probabilmente i Beatles siano l'unico gruppo di cui quasi chiunque sappia sciorinare i nomi dei quattro componenti (Lennon- McCartney -Harrison-Starr), e che gli Stones, per quanto autoproclamatisi "la più grande rock'n'roll band del mondo", abbiano finito storicamente per esserlo, almeno per i tre quinti della formazione originale (Jagger-Richards-Watts), dato che ad oggi continuano ad esibirsi in massacranti tournées globali, registrando sold out ovunque e facendo notizia come trent'anni fa. Il punto è che i due gruppi - e questo è l'assunto fondamentale di Beatles contro Rolling Stones - avrebbero costituito la chiave di volta non solo della musica pop del Novecento ma anche della cultura pop del secolo scorso, ovvero due facce, per quanto diverse e talvolta contrapposte, della stessa consumistica medaglia. Il gioco di Diez è condotto in sette capitoli che contrappongono i titoli di altrettante canzoni di culto delle due bands: pagina dopo pagina seguiamo la parabola di Beatles e Stones fino al 1970, anno in cui i Fab Four formalizzarono il loro scioglimento, ed in cui gli Stones sostituirono il fu Brian Jones (forse l'avrebbero comunque) con Mick Taylor, primo dei rimaneggiamenti alla formazione originale. Nel mezzo, in neppure un decennio, il quartetto di Liverpool ed il quintetto di Londra cambiarono il mondo, cambiarono con il mondo, o forse contribuirono ad accentuare i mutamenti mondiali, soprattutto sul fronte giovanile. Georg Diez ne è convinto se, nel confronto incrociato delle rispettive carriere, trova il tempo di intessere collegamenti non solo con la swinging London, Bob Dylan, la controcultura, la rivoluzione sessuale, il flower power, ed Andy Warhol, ma anche con J.F. Kennedy, il black power, Cassius Clay, il Vietnam e Martin Luther King: un teorema critico a tratti forzato ma avvincente nel complesso.

Georg Diez, Beatles contro Rolling Stones, Milano, Feltrinelli, 2001; pp. 159

Voto 7 

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