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  08/08/2022 - 16:12

 

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Julia # 53
L'ascensore
Mensile, pp. 134 [Bonelli]
Le avventure di una criminologa

 




                     di Paolo Boschi


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Se nel fumetto italiano c'è una serie particolarmente curata quanto all'ambientazione psicologica dei personaggi, è sicuramente quella dedicata all'irresistibile criminologa Julia Kendall, una che di profili psicologici se ne intende, avvenente eroina creata nel 1998 dallo sceneggiatore Giancarlo Berardi, lo storico autore di Ken Parker. La forza di "Julia" è riposta proprio nella cura con la quale sono stati tratteggiati i protagonisti della serie, sia i caratteri fissi che quelli estemporanei. Le avventure della criminologa dai tratti ispirati alla dolce Audrey Hepburn di Sabrina sono ambientate a Garden City, negli States: Julia Kendall è una nota docente universitaria che, in qualità di psicologa, suole dedicarsi anche ad incarichi part time commissionati dalla Procura cittadina. La caratterizzazione del personaggio è decisamente originale: in perfetto accordo all'eleganza ed alla soavità dei propri tratti somatici Julia guida infatti una vecchia e delicatissima Morgan (non può cambiarla perché è il vanto del suo fidato meccanico Nick), è single e vive insieme all'adorata gatta Toni: ed entrambe sono 'accudite' dalla debordante Emily, una governante di colore che ricorda nell'aspetto e nell'abbigliamento Woopy Goldberg, abbigliata sempre in stile afroamericano, con letture e preferenze a senso unico, ovviamente di rigorosa matrice black. La presenza della bella criminologa di Garden City è spesso richiesta dalla Procura locale per situazioni d'emergenza: serial killers, negoziazioni di ostaggi, sequestri, casi di stupro e così via. Nel corso delle indagini Julia Kendall suole avvalersi delle capacità investigative dell'amico Leo Baxter, un dongiovannesco detective privato, come pure dei consigli del ruvido tenente Alan Webb - caratterizzato con i tratti ombrosi di John Malkovich, in litigio continuato con la protagonista ma al tempo stesso intrigato dalla graziosa psicologa - e del sergente Ben Irving, l’affabile collega di Webb. Le storie della serie sono sempre molto elaborate, dei veri e propri romanzi in miniatura: si parte dal caso da risolvere per ricostruire il quadro di una personalità, secondo una struttura a spirale che sempre, immancabilmente, finisce per arrivare alla verità in un crescendo di suspense. Sono avventure solitamente autoconclusive, e più lunghe di una trentina di pagine rispetto allo standard delle altre serie bonelliane. L’ultima storia pubblicata in ordine di tempo, intitolata L’ascensore, è stata scritta con la consueta efficacia da Giancarlo Berardi e disegnata da Roberto Zaghi. Si tratta di un’avventura piuttosto anomala per Julia Kendall, più propriamente una disavventura che promette di concludersi in modo tragico: recatasi all’Ufficio Imposte all’ultimo momento prima di una prolungata chiusura per vacanze, la bella psicologa rimane intrappolata in un ascensore dello stabile, bloccato per l’interruzione dell’elettricità operata dai guardiani dell’edificio. Chiaramente tutti gli uffici circostanti sono deserti ed a nessuno possono arrivare le grida di aiuto della protagonista e del suo occasionale compagno di sventura. Nell’abitacolo sospeso nel vuoto i due sconosciuti dovranno abbassare gli schermi imposti dalla vita sociale per risolvere una situazione senza apparente via d’uscita...

Julia N° 53, L'ascensore, mensile, pp. 134 [Bonelli]

Voto 7½ 

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