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  23/06/2024 - 20:47

 

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Manuel Vázquez Montalbán
Ho ammazzato J.F. Kennedy
Milano, Feltrinelli, 2001; pp. 164
Pepe Carvalho anno zero

 




                     di Paolo Boschi


Ho ammazzato J.F. Kennedy
Storie di padri e figli
L'uomo della mia vita
Il premio
Storie di fantasmi
Quintetto di Buenos Aires
O Cesare o nulla


Questo romanzo d’annata (1972) di Vázquez Montalbán è imperdibile per tutti gli habitués delle avventure gastronomico-investigative di Pepe Carvalho, detective catalano ormai protagonista di una lunga tranches di romanzi e raccolte di racconti, con qualche titolo entrato a buon diritto nel mito come Tatuaggio, Il centravanti è stato assassinato verso sera, La solitudine del manager, Il premio e Quintetto di Buenos Aires. In un certo senso Ho ammazzato J.F. Kennedy costituisce la prima e finora inedita tessera mancante dell’elaborato mosaico in seguito allargato ad libitum dall’autore spagnolo, in quanto Pepe Carvalho nasce qui, ma è molto diverso dal disincantato investigatore con l’hobby di bruciare libri che in seguito generazioni di lettori hanno imparato a conoscere: qui Carvalho è infatti un mitizzato agente segreto con licenza d’uccidere, già tesserato del Partito Comunista Spagnolo ed ora affiliato alla Cia. Non a caso il sottotitolo del romanzo, probabilmente il più sperimentale che sia mai stato scritto da Vázquez Montalbán, è «Impressioni, osservazioni e memorie di un guardiaspalle», perché la copertura di Carvalho è di essere nell’entourage della security di un J.F.K. appena eletto presidente Usa e residente con clan a seguito in una meraviglia architettonico-tecnologica chiamata Palazzo delle Sette Galassie, stazionante nei cieli sopra la Casa Bianca e ritrovo abituale di celebrità indiscriminate. Ho ammazzato J.F. Kennedy è un racconto di pura finzione politica in cui trovano spazio, come in un avanguardistico collage letterario, inserti di canzoni, poesie (declamate da una Jacqueline col vezzo della lirica francese), spezzoni drammatici, ovviamente critica letteraria, tirate politiche, parodie massmediatiche e citazioni colte (soprattutto da un J.F.K. maniaco del riferimento azzeccato). Questo dirompente e visionario gioco romanzesco all’insegna della libertà e dell’anticonformismo fu scritto dallo scrittore spagnolo tra il 1967 ed il 1971, quando il sogno proibito di molti era ammazzare non Kennedy, ma il generale Franco. Da non perdere.

Manuel Vázquez Montalbán, Ho ammazzato J.F. Kennedy, Milano, Feltrinelli, 2001; pp. 164

Voto 7½ 

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