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  07/04/2020 - 15:14

 

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Stephen King
L'acchiappasogni
Milano, Sperling & Kupfer, 2001; pp. 681
L'ultimo grande romanzo del re del brivido

 




                     di Paolo Boschi


Il miglio verde - Il romanzo
Il miglio verde - Il film
Cuori in Atlantide - Il romanzo
Cuori in Atlantide - Il film
L'acchiappasogni
Mucchio d'ossa
Tutto è fatidico


Il destino nella vita vale per tutti, compreso l'universale re del brivido, lo Stephen King autore di 36 best sellers che, in un giorno sfortunato del giugno del 1999 fu investito, davanti a casa sua, a Bangor, nel Maine, da un camper fuori controllo che lo ridusse in fin di vita. Dopo una dura convalescenza in sei mesi e mezzo King scrisse proprio questo romanzo, L'acchiappasogni, grazie al miglior programma di videoscrittura esistente (una stilografica Waterman) e sotto l'effetto costante degli antidolorifici. Non a caso di sofferenza in questo lungo romanzo se ne avverte molta, come pure è possibile captare tra le pagine quell'insostenibile alone di caleidoscopica umanità che colorava Cuori in Atlantide. Con L'acchiappasogni probabilmente Stephen King ha creato la sua opera più complessa dal punto di vista dell'architettura narrativa e dell'anomala miscela di generi che ne compongono la storia, una storia che vive tra thriller e fantasy, tra fantascienza e noir, con l'immancabile sottofondo horror che da sempre è il biglietto da visita dell'autore americano. Tutto prende avvio da una baita in cui appeso al soffitto ondeggia un curioso manufatto indiano, l'acchiappasogni del titolo, appunto: la baita è il punto di ritrovo che ogni anno riunisce quattro amici per la classica caccia al cervo. I quattro, amici che dall'infanzia condividono uno strano rapporto telepatico, hanno superato la quarantina e sono tutti in un momento di evidente impasse esistenziale: Beaver, materialista e buffone della compagnia, ha ricorrenti problemi sentimentali; lo psicologo Henry, l'intellettuale del gruppo, medita ormai da tempo il suicidio; il venditore d'auto Peter è un alcolizzato; infine l'insegnante Jonesy, che va riprendendosi da un brutto incidente ed intravede oscuri presagi all'orizzonte. Presagi che puntualmente si materializzano in qualcosa di strano, di alieno, che prende ad aggirarsi per i boschi circostanti e che cambierà per sempre le vite dei quattro ragazzi di un tempo. E' infatti in arrivo una minaccia venuta dallo spazio e presto arriverà a neutralizzarla con un'operazione top secret anche l'avanguardia dell'esercito americano, capitanata dall'ufficiale Kurtz, chiaramente ispirato al suo omonimo folle di Apocalypse Now: gli alieni in questione sono umanoidi grigi portatori di un parassita chiamato il fungo di Ripley, ritenuto da alcuni cervelloni dell'Intelligence l'elemento dominante della razza extraterrestre. Il Ripley all'esterno muore con facilità senza un organismo vivente in cui crescere, preferibilmente umano: il contagio è estremamente facile e segna la vittima con la caduta dei denti, un fastidioso odore di etere, la crescita di muffa rossastra ed infine una sorta di donnola dentata che cresce nell'intestino dell'ospite per poi ucciderlo venendo alla luce (sullo stile del mostro di Alien, per intenderci, la cui protagonista si chiamava proprio Ripley). Per risolvere la situazione dovrà rientrare in gioco il quinto amico del gruppo, ovvero Duddits, un ex ragazzo molto speciale, affetto dalla sindrome di Down e, nonostante stremato dalla leucemia, pronto a dare una mano agli amici di un tempo che, proprio grazie a lui, un piccolo straordinario acchiappasogni umano, furono legati per sempre da un comune rapporto di telepatia. Indipendentemente dal serrato plot ispirato a L'invasione degli ultracorpi l'ultimo romanzo di Stephen King si fa notare per una miriade di invenzioni linguistiche (come SMAG, una sigla che richiama l'empatico legame dei protagonisti), un continuo altalenarsi tra memoria, sogno e realtà, ed infine numerose citazioni attinte dalla cultura pop (molte le canzoni ricorrenti, una per tutte Sympathy for the Devil degli Stones). Se Stephen King continuerà la via intrapresa con Cuori in Atlantide e L'acchiappasogni, è probabile che la critica tra qualche tempo sarà costretta ad inventarsi una nuova categoria per descrivere la sorprendente miscela citazionistica della sua narrativa. Un romanzo di rara profondità psicologica, dotato di un ritmo mozzafiato dalla prima all'ultima pagina.

Stephen King, L'acchiappasogni, Milano, Sperling & Kupfer, 2001; pp. 681

Voto 8½ 

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