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  29/05/2022 - 08:35

 

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Ti amo in tutte le lingue del mondo
Regia di Leonardo Pieraccioni
Cast: Leonardo Pieraccioni, Giulia Elettra Gorietti, Giorgio Panariello, Massimo Ceccherini, Marjo Berasategui, Rocco Papaleo, Francesco Guccini, Elisabetta Rocchetti, Barbara Enrichi; commedia; Italia; 2005; C.

 




                     di Paolo Boschi & Hans Honnacker


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Ti amo in tutte le lingue del mondo
Il paradiso all'improvviso
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Il ciclone: il fenomeno Pieraccioni
Il ciclone


Il pregio di Leonardo Pieraccioni è sempre stato di conoscere a menadito il suo privilegiato territorio d’azione – la commedia all’italiana – e di saperla realizzare da bravo toscanaccio (quasi sempre) garbato. Il suo limite è esattamente lo stesso: Pieraccioni non ha mai voluto osare niente di diverso da quanto l’ha reso famoso a livello nazionale, ovvero una commedia spesso giocata sul registro sentimentale, con una protagonista femminile invariabilmente straniera (e preferibilmente esotica), con musichette intriganti (ma non triviali) in sottofondo, con numerose battute di situazione (spesso senza sostanza di sorta, basta che provochino il riso) e qualche occasionale caduta nel basso corporeo che da Boccaccio in poi ai toscani ha sempre portato bene. In siffatto quadro all’insegna dell’omogeneità l’unica differenza tra titoli pieraccioniani più o meno riusciti – dall’apice de Il ciclone allo scivolone de Il pesce innamorato – l’ha sempre giocata il ritmo, elemento di cui per fortuna è dotato Ti amo in tutte le lingue del mondo, ultima fatica del regista ed attore fiorentino dietro la macchina da presa, peraltro coautore della sceneggiatura, scritta a quattro mani con Giovanni Veronesi. La storia prende avvio in modo davvero esilarante, con l’imbarazzante scoperta dell’inveterato adulterio muliebre da parte dello sfortunato protagonista, Gilberto, quarantenne insegnante di educazione fisica presso l’Istituto Tecnico Pacini di Pistoia. Una volta separato dall’avvenente consorte, il nostro eroe riprende il solito tran tran didattico: l’unica novità di rilievo consiste nel diluvio di bigliettini e di Sms amorosi redatti in tutte le lingue del mondo con i quali la sedicenne studentessa Paolina continua a sommergere il povero Prof. Gilberto, ovviamente imbarazzato dalle ripetute insidie dell’allieva. Quando in seguito il protagonista si innamora di una bella psicologa spagnola di animali ‘stressati’ che si rivela essere per l’appunto anche la madre della studentessa innamorata di lui, la commedia degli equivoci raggiunge il suo culmine nella miglior tradizione italiana, senza però mai perdere il ritmo. Tuttavia sono gli altri personaggi di contorno a rendere appetibile la visione di Ti amo in tutte le lingue del mondo, dal fratello balbuziente di Gilberto (un Panariello in forma) allo stralunato frate francescano Massimo (un Ceccherini davvero in vena) in cerca di mistici segnali, senza dimenticare un serioso Francesco Guccini in veste di preside. La commedia diverte fino all’immancabile happy ending pur senza mai convincere fino in fondo.

Ti amo in tutte le lingue del mondo, regia di Leonardo Pieraccioni, con Leonardo Pieraccioni, Giulia Elettra Gorietti, Giorgio Panariello, Massimo Ceccherini, Marjo Berasategui, Rocco Papaleo, Francesco Guccini, Elisabetta Rocchetti, Barbara Enrichi; commedia; Italia; 2005; C.; dur. 1h e 40’

Voto 6½ 

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