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  29/05/2022 - 07:57

 

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Il Principe e il Pirata
Regia di Leonardo Pieraccioni
Cast: Leonardo Pieraccioni, Massimo Ceccherini, Luisa Ranieri, Melanie Gerren; commedia; Italia; 2001; C.
Alla quinta regia in carriera il 'registattore' toscano gioca la carta del film on the road

 




                     di Paolo Boschi


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Il principe e il pirata
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Il ciclone


Cominciamo col dire che il sottoscritto non ha mai amato la tendenza di Leonardo Pieraccioni a cercare nel pubblico il sorriso ‘facile’ servendosi delle venature naturalmente affabili della parlata toscana. La rimostranza critica è rivolta in particolare ai suoi due ultimi film, Fuochi d’artificio e Il pesce innamorato, basati entrambi su risate di sostanza prettamente ‘fonica’ e storie banalmente surreali (o forse soltanto surrealmente banali) a livello sentimentale. Non così succedeva ne I laureati, come pure (soprattutto) ne Il ciclone, film non stratosferico ma dotato di quel pizzico di magia perdurante in sottofondo fino ai titoli di coda. Con Il principe e il pirata se non altro sembra essersi conclusa la trilogia pieraccioniana sui trentenni imbranati circondati da fidanzate sbagliate ma in attesa della ragazza giusta, immancabilmente in arrivo con relativo lieto fine. Stavolta per fortuna si tratta di una storia on the road - scritta di consueto con Giovanni Veronesi –, basata su un’idea naïve ma tutto sommato seducente: che succederebbe se al trentacinquenne perfettino e borghese Pieraccioni capitasse di scoprire, così, all’improvviso, di avere l’illecito (e banditesco) fratellastro Ceccherini? Più o meno Il principe e il pirata sta tutto qua: la storia prende avvio con il funerale (fasullo) del padre di Leopoldo, timido maestro elementare che apprende dal (presunto) defunto genitore, scommettitore incallito – ha inscenato il tutto per sparire e non pagare sei miliardi di debiti -, che la sua eredità (un’antico dipinto del valore di 250 milioni) lo aspetta a Saint Vincent, dove sarà immediatamente convertita in denaro frusciante. Dovrà però dividere la somma con uno sconosciuto fratellastro: Melchiorre, detto “Gimondi” perché concepito durante l’arrivo iridato dell’idolo paterno, già intravisto di sfuggita da bambino, vestito da pirata durante un carnevale in cui lui indossava il solito costume da principino. Assorbita la notizia, Leopoldo scende in Sicilia al carcere palermitano dell’Ucciardone per prendere Melchiorre e, approfittando di cinque giorni di licenza, recarsi con lui a Saint Vincent per incassare l’eredità. Il viaggio che ne segue sarà l’occasione per scoprire i lati inediti del fratello ritrovato: borseggiatore incallito – ruba perfino il portafoglio al suo mito, il mago Silvan – ma inaspettatamente religioso - in realtà va in chiesa per scassinare le cassette delle elemosine -, affettuoso (è assai devoto ad un boss napoletano) e, a modo suo, simpatico (riesce a riavvicinare Leopoldo con la bella ex moglie). Nel viaggio verso Saint Vincent, Leopoldo è costretto suo malgrado a pernottare in una villa di camorristi, a fare il corriere per il fratello (nonché messaggero d’amore per una bella ex fidanzata di colore), passando tra un’avventura e l’altra in direzione del finale a sorpresa. A Il principe e il pirata rispetto alla produzione recente di Pieraccioni bisogna riconoscere il pregio di una certa freschezza di fondo, inoltre il co-protagonista Ceccherini, lanciato a briglia sciolta nell’improvvisazione, mostra di trovarsi a suo agio e spesso diverte. La storia, certo, è un po’ scontata e lascia un retrogusto di dejà vu, i dialoghi non sono molto originali, ma nel complesso il film funziona e risulta piacevole, per quanto Pieraccioni non riesca ad esimersi dal suo classico monologo interiore (né dall’usuale happy ending): il giovane regista toscano ha insomma diretto la sua pellicola più ‘realistica’ introducendo qualcosa di nuovo nella sua monocromatica filmografia. Degna di rilievo la sequenza in cui Pieraccioni e Ceccherini s’incontrano e s’intendono al primo sguardo confrontando le rispettive calzature. Da rilevare anche la colonna sonora firmata da Edoardo Bennato, in particolare Puramente casuale, il contagioso e ruspante rock che chiude il discorso.

Il Principe e il Pirata, regia di Leonardo Pieraccioni, con Leonardo Pieraccioni, Massimo Ceccherini, Luisa Ranieri, Melanie Gerren; commedia; Italia; 2001; C.; dur. 1h e 40’

Voto 6+ 

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