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  10/02/2012 - 14:55

 

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Solaris
Regia di Steven Soderbergh
Cast: George Clooney, Natascha McElhone, Jeremy Davies, Viola Davis; fantascienza/thriller; Usa; 2002; C.
Soderbergh e l'arte del remake

 




                     di Paolo Boschi


Contagion
Ocean's Thirteen
Ocean's Twelve
Solaris
Full Frontal
Ocean's Eleven
Traffic
Erin Brokovich
Out of Sight
Sesso, bugie e videotape


In principio era Solaris, terza pellicola diretta da Andrej Tarkovskij nel lontano 1971, traslazione sul grande schermo dell’omonimo romanzo di Stanislaw Lem, un film presentato come la risposta sovietica a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick ma ‘massacrato’ nell’edizione italiana da una mutilazione di oltre trenta minuti. Il remake firmato da Steven Soderbergh nulla toglie all’originale filmico, semmai ne semplifica il taglio narrativo: il risultato è un thriller psicologico dall’ambientazione fantascientica quasi casuale, caratterizzato da una trama all’insegna dell’immobilismo e realizzato in gran parte nei claustrofobici ambienti di una stazione spaziale. Protagonista del Solaris soderberghiano è un convincente George Clooney nei panni dello psicologo Chris Kelvin, inviato in gran fretta sull’astronave al largo di Solaris per risolvere l’indecifrabile problema che sta decimando l’equipaggio, di cui fa parte un suo amico. Giunto alla base Kelvin scopre che il proprio amico si è già suicidato e cerca di decrittare il problema dai reticenti resoconti dei due astronauti sopravvissuti, Snow ed Helen. La risposta non tarda ad arrivare: nella propria cabina Kelvin trova infatti ad attenderlo la sua compagna Rheya, una presenza assolutamente inquietante dato che la donna, che lo psicologo non ha mai smesso di piangere, si è suicidata un anno prima. Solaris agisce dunque da catalizzatore dei desideri sommersi dell’inconscio, materializzandoli al fianco della rispettiva fonte umana, che spesso non riesce a venire a patti con i propri fantasmi, ma nel caso di Chris Kelvin intravede nell’inquietante fenomeno una nuova possibilità per compiere scelte diverse. In Solaris secondo Soderbergh la tensione latita, il ritmo è praticamente inesistente, l’azione stenta a decollare e la fine è annunciata: il film si rivela comunque intrigante, si fa guardare fino ai titoli di coda e, grazie a Dylan Thomas, regala perfino qualche lirica sottigliezza (“And death shall have no dominion”...). Dopo il coacervo sperimentale di Full Frontal i numerosi estimatori dell’autore di Traffic e Sesso, bugie e videotape potranno comunque tirare un sospiro di sollievo con una storia di senso compiuto.

Solaris, regia di Steven Soderbergh, con George Clooney, Natascha McElhone, Jeremy Davies, Viola Davis; fantascienza/thriller; Usa; 2002; C.; dur. 1h e 35'

Voto 6/7 

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