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  24/10/2020 - 02:49

 

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2001 Odissea nello spazio
2001 A space odissey
Regia di Stanley Kubrick
Cast: Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter; fantascienza; Gran Bretagna; 1968; C

 




                     di Paolo Boschi


Punto focale della filmografia kubrickiana, 2001 Odissea nello spazio torna nei cinema di tutto il mondo proprio il 7 marzo del 2001, in ricorrenza della morte del geniale regista americano nell'anno del titolo. Si tratta del film di fantascienza per definizione, miscela straordinaria e singolare di ontologia, visionarietà, misticismo, un compatto monolito di celluloide che contiene al suo interno tutte le risposte e le domande possibili sul destino ultimo dell'uomo, in quanto auto-grimaldello cogniitivo ma superbamente aperto e provvisorio, in tal senso situato oltre gli schemi convenzionali della science fiction e dunque un vero classico che non smette mai di dire ciò che ha dire, per dirla con Calvino, perché in sé interpretabile nelle più disparate chiavi di lettura: anzi, per certi versi ha un che di inquietante che l'ultima pellicola girata da Kubrick in vita, il controverso Eyes wide shut, fosse un'odissea nell'inconscio umano, l'ultima frontiera una volta che la conquista dello spazio, nonostante la stasi protratta del programma spaziale americano, era giunta scientificamente alla portata del genere umano. Anche 2001 Odissea nello spazio fu girato da Kubrick con la maniacale attenzione ai dettagli caratteristica del suo metodo di lavoro; fu una delle produzioni più costose della sua carriera e con gli effetti speciali più sofisticati che si potessero utilizzare nel periodo dal 1964 al 1968 (ben quattro anni durò la lavorazione del film): non a caso il film fu premiato con il relativo Oscar, per quanto suoni incredibile pensare che questo capolavoro assoluto dell'ottava arte possa essere stato inscatolato nella cerimonia degli Academy Awards, semplicemente perché fuori categoria, prodotto del genio tout court. Perché proprio di questo si tratta: Stanley Kubrick scrisse la sceneggiatura insieme ad Arthur C. Clarke rielaborando tre racconti dell'autore americano: The sentinel del 1948, Encounter in the dawn e Guardian Angel, entrambi del 1950 - Clarke compose il romanzo 2001: A Space Odissey soltanto dopo il 1968, anche per dare una risposta narrativa al cripticismo ideologico diffuso nel film -. Si comincia con una cosmica e suggestiva rappresentazione dell'alba dell'umanità: l'ormai mitico ed indecifrabile monolito nero fa la sua comparsa in un mondo abitato da scimmie antropomorfe nelle quali innescherà la scintilla della sopravvivenza, della crescita, della conquista e dell'omicidio, che Kubrick elegge a simbolo dell'evoluzione umana. Dall'osso rotante scagliato nell'aria dopo la prima manifestazione di potere da parte una scimmia, il regista statunitense passa senza soluzione di continuità ad un'astronave lanciata nello spazio alla conquista di nuovi orizzonti nella sequenza più celebrata della storia del cinema. Il monolito nero antico di quattro milioni di anni riappare nei pressi di una base lunare ad innescare fondamentali interrogativi esistenziali ai colonizzatori dello spazio: la missione "Discovery" partirà alla ricerca di risposte alla volta di Giove con un equipaggio di due astronauti (Bowman e Poole), tre scienziati ibernati e l'avveniristico computer HAL 9000, sintesi suprema delle capacità analitiche e matematiche dell'uomo - la sigla deriverebbe dalle iniziali di due metodi di conoscenza e comunicazione, ovvero heuristic e algorithmic (anche se qualcuno ha voluto riconoscervi la sigla IBM arretrata di una lettera dell'alfabeto -. Il più infallibile elaboratore di dati concepito dalla scienza umana si ribellerà ai suoi creatori assumendo il controllo dell'astronave ed uccidendo Poole prima di essere disattivato da Bowman, che finirà risucchiato da una sorta di vortice spazio-temporale assistendo alla morte di un uomo (se stesso) in una camera settecentesca prima di rinascere come un feto fluttuante nel vuoto spaziale: il mistico e visionario finale, picco concettuale della filosofia soffusa in tutta la pellicola, pare sia stato concepito da Kubrick sotto l'effetto di sostanze stupefacenti - e nel caso specifico l'amplificazione sensoriale è rimasta davvero impressa su pellicola -. E' 2001 Odissea nello spazio, un cult movie per eccellenza, l'ultima frontiera filmica, la visione ante litteram dell'umanità che s'interroga sulla propria origine e sul proprio destino: oltre un trentennio è passato e questa straordinaria rappresentazione del futuro possibile, pur ormai superata dal calendario, non cessa di inquietare e far riflettere, meravigliandoci con la forza del dettaglio e la calibratezza delle sue previsioni rivolte a quello che è già divenuto il nostro presente.

2001 odissea nello spazio - 2001: A space odissey, regia di Stanley Kubrick, con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter; fantascienza; Gran Bretagna; 1968; C.; dur. 2h e 21'

Voto 10 

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