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  17/12/2017 - 08:47

 

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Quadrophenia
Degli Who
A distanza di 35 anni dall’uscita della pellicola, il film capolavoro del 1979 diretto da Franc Roddam torna al cinema in versione restaurata e digitalizzata solo per un giorno martedì 10 dicembre 2014
Esce anche la nuova raccolta The Who 'Hits 50!

 




                     di Giovanni Ballerini


A volte tornano. E qualche volta questo ritorno fa anche molto piacere. E’ il caso di Quadrophenia, il film capolavoro del 1979 diretto da Franc Roddam che prende spunto dall’omonimo album degli Who del 1973. A distanza di 35 anni dall’uscita della pellicola nelle sale di tutto il mondo, Quadrophenia torna al cinema in versione restaurata e digitalizzata (purtroppo) solo per un giorno martedì 10 dicembre (l’elenco delle sale è disponibile su  http://www.nexodigital.it/). Questa serie di proiezioni è attesa, preziosa e in qualche modo doverosa, visto che cade nell’anno del cinquantesimo anniversario della band. C’era chi parteggiava per i Beatles, chi per i Rolling Stones, ma anche chi (e non sono certo in pochi) che hanno scelto gli Who come band preferita. Di sicuro, quella formata da Pete Townshend alla chitarra, Roger Daltrey alla voce, John Entwistle al basso e Keith Moon alla batteria è stato il migliore gruppo dal vivo di sempre. Un’esplosione di rock iconoclasta, che in qualche modo precorre il punk, che sottolinea la voglia di ribellione dei giovani di più di una generazione (non a caso gli Who vantano oltre 100 milioni di dischi venduti nel mondo).
Il film,  distribuito in Italia da Nexo Digital in collaborazione con Universal Music, Radio Deejay e MYmovies.it, ispirato all’omonima opera rock (più delineata e meno immaginifica di Tommy), è un affresco generazionale fantastico: fari puntati sugli anni Sessanta inglesi, su look che iniziano a caratterizzarsi ed avere sempre più importanza come specchio di identità in lotta (dura) quella fra i mods (la contrazione di modernist) e i rockers. Vestiti di taglio italiano, pork pie hat, parka, lambrette e vespe e un certo amore per la black music e il pop rock da una parte, giubbotti di pelle, jeans, spiccata predilezione per il rock più potente e ispido, moto di alta cilindrata roboanti dall’altra. Nel mezzo tante cazzottate e scontri, persino sulla spiaggia di Brighton (devastanti le violenze nel bank Holiday del 1964 riproposto nel film).
Se si pensa a inni generazionali di gran fragore, come “My generation” o “I can’t explain” (precedenti a Quadrophenia) in cui la voglia di non crescere, di morire prima di diventare vecchi, la prima parte del film ci accompagna verso quel tipo di visione che rappresenta una sorta di anticipazione dell’urlo “No future!”, ma la seconda parte della pellicola sottolinea invece la crisi dei valori giovanili, dei principi e dell’amicizia che il mondo mood sembrava possedere, l’epilogo è una sorta di inno alla consapevolezza, di Jimmy a rivedere le sue visioni. E solo, contrito, ma anche disilluso inizia ad aggirarsi verso una maturità in progress.
Il concept di Townshend è insomma un film storico di una precisa generazione (la prima post-bellica) perduta, ma fino a un certo punto. Certo, come dicevamo i look, certe pose e passioni (la musica, l'abbigliamento elegante e le anfetamine) sono in qualche modo databilissime, ma il modo in cui Jimmy Cooper, il protagonista, vive la quotidianità  (coi genitori) e soprattutto al lavoro (che non ama) potrebbero essere lo specchio del modo di vivere ai tempi del precariato, cioè ai nostri giorni. Ovviamente le caratterizzazioni azzeccate in Quadrophenia non mancano, basti pensare al personaggio pittoresco di Ace, interpretato da un giovane Sting per averne conferma, ma molti degli atteggiamenti (tipicamente Brit e giovanili) non avrebbero stonato affatto in un film sulla scena post punk inglese degli anni Ottanta. Bella e fresca (anche nella recitazione) Leslie Ash, che è l’oggetto dei desideri del protagonista, scatenata la giovane Toyah Wilcox (che insieme a Sting è l’unica rockstar del cast), bellissima la colonna sonora, che esalta le dinamiche compositive e interpretative degli Who, che con Quadrophenia hanno realizzato uno dei dieci album più importanti della storia del rock.
Mentre il cult film ispirato all'omonimo album degli Who torna in sala restaurato e digitalizzato, Universal Music propone in questi giorni in radio The Who 'Be lucky, il brano inedito che anticipa l'uscita della nuova raccolta 'The Who 'Hits 50!' prevista il 4 novembre 2014 in occasione del cinquantesimo anniversario della fenomenale band di Roger Daltrey e Pete Townshend.

Voto 8 

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