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  17/12/2017 - 07:21

 

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France Cinéma 2005
XX edizione
Un bilancio
Dal 31 ottobre al 6 novembre 2005 a Firenze

 




                     di Aldo Tassone


France Cinéma 2007 : retrospettiva dedicata a Louis Malle
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France Cinéma 1999 : la sorpresa La Bûche


Dal 31 ottobre al 6 novembre 2005 festeggiava France Cinéma il suo XX compleanno. Si può celebrare le nozze con i rituali “fichi secchi”? Ci abbiamo provato, e ci siamo quasi riusciti, dicono, a dispetto di un budget ridotto al minimo storico. Sono lontani gli anni in cui alle Tavole Rotonde del sabato mattina nell’aulica Biblioteca dell’Istituto Francese potevamo invitare cinquanta giornalisti e venti registi francesi e italiani (è accaduto nel 1995 per le Coproduzioni italo-francesi, in quell’occasione Antenne 2 aveva riservato all’avvenimento ben tre minuti sul telegiornale delle 20.00!). Nel 2005 abbiamo potuto invitarne meno della metà, ma nonostante tutto siamo riusciti – dicono i giornali – a difendere la tradizione di qualità che caratterizza questo festival artigianale. Impressionata dalla qualità delle relazioni e degli interventi alla Tavola rotonda su Rohmer, Françoise Etchégaray (l’assistente-produttrice di Rohmer) ci ha fatto i più sinceri complimenti anche a nome del regista: Eric ci ha tenuto a felicitarci al telefono, lui che non telefona mai.

Unanimi i commenti più che favorevoli della stampa francese e italiana. “Con le sue retrospettive e i suoi formidabili cataloghi, France Cinéma continua ad aprirci nuove prospettive culturali” ha scritto Tullio Kezich sull’inserto del Corriere della sera, “il piccolo festival fiorentino conta più dei festivaloni”. Fare quest’anno un catalogo di 330 pagine è stato una scommessa sul piano economico, ma – convinti che “i festival passano, i cataloghi restano” – non potevamo non accompagnare la retrospettiva Rohmer (France Cinéma 2005 ha festeggiato gli 85 anni di Eric Rohmer con una retrospettiva completa dei suoi 24 film.) con un catalogo adeguato: “bellissimo” (Il sole 24 ore, La stampa), “poderoso” (Il Manifesto), “magnifico” (Il Mattino), “sontuoso, ricchissimo di contributi e di inediti” (Io donna - Il Corriere della sera) lo ha qualificato la stampa. Il volume è stato preso letteralmente d’assalto: in una decina di giorni ne sono andate via mille copie, nove decimi della tiratura; e dire che qualcuno sosteneva che Rohmer non “tira”.

Il regista Pascal Thomas si è inventato un modo tutto suo per rendere omaggio al festival fiorentino (che presentava quest’anno la sua ultima commedia Mon petit doigt m’a dit): è venuto a girare a Firenze nella sala di France Cinéma (il Gambrinus) una scena del suo prossimo film (Le grand appartement), chiedendo al direttore del festival di interpretare il suo proprio ruolo accanto a Mathieu Amalric (nelle finzione, un critico parigino in visita a France Cinéma). «Volevo rendere omaggio a uno dei festival più seri e simpatici d’Europa, che non  ha mai seguito mode», ha spiegato Pascal Thomas ai giornalisti, prima di ritornare precipitosamente a Parigi a finire il film. La direttrice del Gambrinus è stata molto felice dell’omaggio che un regista francese ha voluto fare a una sala storica minacciata di chiusura dalla endemica crisi degli spettatori.

Voto 8 

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