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  20/10/2017 - 12:46

 

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La Bûche
Regia di Danièle Thompson
Cast: Sabine Azéma, Françoise Fabian, Emmanuelle Béart, Claude Rich, Charlotte Gainsbourg; Francia; 1999; C
La sorpresa di France Cinéma 1999

 




                     di Giovanni Ballerini


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Un tempo Italia e Francia erano legate strettamente da un sodalizio cinematografico (era quasi impossibile che si girasse un film in uno dei due paesi, senza che nel cast non ci fosse almeno un attore dell'altro), ma negli ultimi (venti) anni le cose sono purtroppo andate diversamente. Speriamo ardentemente che il trend torni quello di un tempo. Il cinema italiano ci guadagnerebbe di sicuro. Riflessione a parte, la visione di La Bûche , il nuovo film Directed by (un piccolo dispettuccio anglofono ai francesi non fa mai male) e sceneggiato da Danièle Thompson , ha gli stessi effetti di un vero colpo di fulmine. Difficile non rimanere stregati dal modo di girare della figlia di uno dei più interessanti autori di commedie francesi ( Gérard Oury ), che negli anni si è giustamente rivelata come una delle più affermate sceneggiatrici del cinema Francese, quasi impossibile non applaudire al risultato di questa sua prima regia. E di applausi ce ne sono infatti stati a scena aperta al termine della proiezione dell'anteprima italiana di questa commedia emozionale, in occasione del sempre stimolante France Cinéma . Non esitiamo (anzi non esito, perché sono davvero convinto dell'affermazione) a definire il film come la sorpresa più interessante dell'edizione 99 del Festival che da quattordici anni si tiene con successo a Firenze. I cineasti francesi, si sa, sono maestri nell'illustrare gli stati d'animo, le problematiche del tempo, ma in questo film l'obiettivo su quella che è l'età di passaggio fra l'età dell'eterna adolescenza e quella della maturità appare davvero messo a fuoco. Non sfugge niente alla regia di Danièle Thompson e le contraddizioni, ma anche i pensieri, gli incubi, le aspettative, le delusioni, lo stress , i sogni e la palpitante voglia di fermare l'attimo di quattro (o più) generazioni scorrono sul grande schermo. Con naturalezza. Senza situazioni o pose scontate. Si parla di (falsità) di rapporti interpersonali, della difficoltà di comunicare in famiglia (genitori/figli, marito/moglie, ex/ex, amante/famiglia altrui), della voglia e dell'incubo della paternità/maternità e di quello del matrimonio, ma anche delle tradizioni, di religione, di mal di cuore e mal di vita (di ogni età). Con grande verve. E un pizzico in più di ironia/verità.

La Bûche è insomma un film che dovrebbero imparare a memoria la maggior parte dei giornalisti dei settimanali (e dei quotidiani) della carta stampata, che cercano di esorcizzare la cronica aridità di spunti per le fatidiche inchieste generazionali con una serie di digressioni, che spesso si verificano quanto meno scontate, se non del tutto campate in aria. Meglio lasciar perdere se, come recita la parola d'ordine (il codice segreto/esplicitato) di La Bûche, si è affetti da "depressione ostile" o forse è meglio prenderla con un sorriso, magari sarcastico, guardarsi intorno e scoprire che ogni età ha i suoi problemi e che i rapporti fra le varie generazioni sono conseguenti a tutti questi problemi irrisolti. Da generazioni appunto. Ma perché il film si chiama la La Bûche? Semplice, nel titolo c'è un'allusione al dolce a forma di tronco tipico della vigilia di Natale (ecco una ricetta che potete provare ). Almeno per la tradizione francese. Ah già, non ve l'avevo detto, la storia del film è in realtà il prologo delle vicende natalizie di una famiglia ebreo russa. Ma in realtà le nazionalità e il periodo sono solo gustosi ingredienti del plot. Fantastico anche il cast, che propone attori davvero espressivi come Sabine Azéma , Françoise Fabian, Emmanulelle Béart , Claude Rich e la figlia del grande Serge , cioè l' espressiva Charlotte Gainsbourg . La Bûche, regia di Danièle Thompson, con Sabine Azéma, Françoise Fabian, Emmanuelle Béart, Claude Rich, Charlotte Gainsbourg; Francia; 1999; C

Voto 9 

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