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  18/12/2017 - 17:19

 

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France Cinema 2006
Il festival fiorentino tiene duro e conferma la qualità
I migliori film della stagione cinematografica parigina. E una bella retrospettiva dedicata a Philippe Noiret
dal 30 ottobre al 5 novembre 2006 a Firenze

 




                     di Giovanni Ballerini


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France Cinema tiene duro, nonostante gli ennesimi (e sostanziosi) tagli dei finanziamenti. Anche la ventunesima edizione del festival organizzato da Aldo Tassone ha confermato alla grande di essere una manifestazione di grande qualità, presentando a Firenze dal 30 ottobre al 5 novembre 2006 un’intensa retrospettiva dedicata a Philippe Noiret, un omaggio allo scomparso Leo Pescarolo (con la proiezione di due bellissimi film da lui prodotti: Giordano Bruno e Gli occhiali d'oro, diretti da Giuliano Montaldo) e un’avvincente (mini) panoramica sul cinema francese contemporaneo, in particolare sulla stagione cinematografica parigina 2005-2006.

Sì, perché il cinema d'oltralpe dimostra di essere vitale e interessante per il nostro pubblico, attestandosi sul 36,8% (contro il 22 % del cinema italiano sul mercato nazionale), grazie anche ai riconoscimenti ottenuti a Cannes (con il Gran Premio della Giuria a Bruno Dumont) e a Venezia (con Alain Resnais). Rispetto alle passate edizioni, i tagli (60 mila euro in meno, cioè quasi il 25% del budget) hanno obbligato il festival a fare delle scelte : niente concorso, meno film in anteprima (sette film invece dei dodici tradizionali), pochi ospiti internazionali (fra questi l'affascinante ed effervescente Sabine Azéma), ma la manifestazione, seppur ridimensionata, non ha, come dicevamo, perso neppure un pizzico di identità. E, ferito, ma non certo domo, France Cinema 2006, ha proposto in un sempre affollato cinema Gambrinus di Firenze alcune autentiche chicche cinematografiche. E’ il caso di Coeurs dell'intramontabile Alain Resnais, una delle pellicole più applaudite a France Cinéma 2006. Anche per quanto riguarda il resto del programma, l'alta qualità delle pellicole ha compensato in qualche modo la riduzione numerica : quattro dei film selezionati per la ventunesima edizione del festival sono infatti firmati da registi che hanno vinto alcune passate edizioni della rassegna fiorentina. Gli altri sono tre avvincenti opere prime.

Tra i film in programma, oltre a Cæurs (Alain Resnais), Du jour au lendemain di Philippe Le Guay. In evidenza La raison du plus faible, il nuovo thriller del regista franco–belga Lucas Belvaux che punta l’obiettivo su un avvincente, acuto spaccato proletario della Liegi di oggi. Ottimi anche Je vais bien t'en fais pas di   Philippe Lioret (premiato a Firenze lo scorso anno al festival per L'équipier) e l’anteprima mondiale de Le grand appartement, di Pascal Thomas, indiavolata commedia satirica con Laetitia Casta sul mondo del denaro, la speculazione degli affitti, i sentimenti e il cinema. Da segnalare anche Les fragments d'Antonin, opera prima di Gabriel Le Bomin, dedicata a una realistica e straziante rivisitazione della vita in trincea durante la grande guerra. Azzeccata, ancora una volta anche la retrospettiva del festival che, dopo Truffaut e Rohmer, ha reso omaggio a un grande attore, Philippe Noiret che oltre a essere un protagonista in patria, ha avuto anche una formidabile carriera in Italia, dove è stato letteralmente "adottato" (fra i ventiquattro film selezionati per la retrospettiva 2006, curata da Françoise Pieri, ben dodici parlano italiano): La grande bouffe , Non toccare la donna bianca (Ferreri), Amici miei uno e due, Speriamo che sia femmina (Monicelli), Tre fratelli (Rosi), La famiglia (Scola) , Gli occhiali d'oro (Montaldo), Il deserto dei Tartari (Zurlini), Nuovo Cinema Paradiso(Tornatore), Il postino (Radford-Troisi).

Voto 8 

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