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  25/04/2024 - 09:47

 

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Scanner - musica
 


Rolling Stones
Stripped
[Virgin 1995]
La più grande rock'n'roll band del mondo al nudo su un palco

 




                     di Paolo Boschi


Stripped
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Se vi chiamate Rolling Stones, siete passati da protagonisti per oltre tre decadi di rock, avete inciso decine di album, avete conquistato le charts di tutto il mondo e suonato davanti a decine di migliaia di spettatori diventando un indelebile mito transgenerazionale, allora l’unica cosa che probabilmente vi resta da fare è un disco come Stripped, ovvero come esibirsi ‘nudi’, senza parafulmini di sorta, in un piccolo club, davanti a pochi fortunati fans, per il puro piacere di farlo. E magari suonando esattamente quello che vi va di suonare: qualche classico – come l’apripista Street fighting man, la splendida ballata Wild horses, le emozioni di Angie –, qualche gemma meno conosciuta e non logorata dalle continue riproposte in concerto – ascoltare in merito la contaminatissimo blues rurale di Shine a light, l’intrigante rock ballad con venature soul The spider and the fly, ed il dittico balladeer costituito da Let it bleed e Dead flowers –, infine qualche cover (di blues, magari, in ossequio alle origini della band) ed una bella sorpresa come Like a rolling stone di Bob Dylan (nomen omen, è il caso di dire), interpretata col giusto vigore da un Mick Jagger in gran forma. Implacabile anche lo smalto dimostrato dalla chitarra di Keith Richards, l’anima blues rock della band, che deve essersi divertito non poco a rinverdire la vena dei primi Stones, che partirono fin dagli esordi con una forte predilezione per le covers di blues e R&B (il loro stesso nome è mutuato da una canzone del mitico Muddy Waters): Stripped in tal senso renderà felici gli estimatori del lato più black del gruppo britannico, proponendo non a caso la magnifica Not fade away, la splendida ed essenziale Love in vain, l’accattivante Sweet Virginia e la straordinaria chiusa con Little baby di Willie Dixon, puro blues di sopraffina qualità al 100%. Il risultato complessivo saranno le imperdibili quattordici tracce del miglior disco firmato dai Rolling Stones negli ultimi quindici anni, divenuti un quartetto proprio a partire da Stripped, in seguito all’abbandono del veterano Bill Wyman, uno dei padri fondatori, il bassista del gruppo dalla prima formazione, qui sostituito con discreta efficacia da Darryl Jones. Duplice teatro dell’operazione il Paradiso Club di Amsterdam e l’Olympia Theatre di Parigi. Un album live da ascoltare e riascoltare, assolutamente da non perdere.

Rolling Stones, Stripped [Virgin 1995]

Voto 8½ 

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